venerdì 4 maggio 2012

Berlusconi ci è costato 9 miliardi di euro



«Silvio ci è costato 9 mld di spesa in quattro anni»

Lo rivela il dossier segreto di Bondi su settori critici: sanità e acquisti.


Avrà anche chiesto l'aiuto dei cittadini per tagliare gli sprechi, ma Enrico Bondi ha già pronto uno studio segreto a cui sta lavorando.
Lo svela Il Portaborse, sito di indiscrezioni politiche, che parla di un dossier riservato preparato dalla Consip.
La società del ministero dell'Economia che opera per far risparmiare soldi alla pubblica amministrazione, ha analizzato la spesa dello Stato degli ultimi anni.
CONSUMI INTERMEDI A +4,6%. Si scopre così che Berlusconi è costato 9 miliardi di euro. «Soltanto negli anni dell'esecutivo di centrodestra, dal 2008 al 2011, i consumi intermedi sono passati da 127,1 miliardi a 136,1. Oltre due l'anno» scrive Il Portaborse.
Non è andata meglio quando a controllare i conti c'era il governo Prodi: la spesa è lievitata da 117,7 miliardi a 121,8.
E ancora si legge che dal 2000 al 2010 i consumi intermedi sono cresciuti in media del 4,6% passando da 83,3 miliardi a 135,6.
SPESA SANITARIA +6,1%. «Per il 2011 c'è una proiezione sulla base Istat secondo cui la spesa per consumi intermedi dovrebbe attestarsi all'astronomica cifra di 136,1 miliardi» scrive Il Portaborse, aggiungendo: «Nello stesso decennio la spesa sanitaria è cresciuta dello +6,1%».
La sanità sarebbe infatti il vero buco nero del paese. Ormai rappresenta ben 69,3 miliardi della spesa pubblica, undici anni fa era 'solo' a quota 38,1. Ad esplodere è stata la spesa  per beni e servizi: +8,2%.

Sotto accusa il settore acquisti: pochi controlli e poca sinergia

Dopo le cifre però, lo studio della Consip procede analizzando il settore acquisti.
Il programma di razionalizzazione proposto utilizza cinque strumenti: convenzioni, mercato elettronico della Pubblica amministrazione, accordi quadro, sistema dinamico di acquisizione, progetti a supporto.
PROGRAMMARE MEGLIO IL FABBISOGNO. Sotto accusa l'attuale assetto delle modalità usate: frammentazione del processo, assenza di chiare procedure e responsabilità dei centri di acquisto pubblici. Altro problema evidenziato è l'inefficace programmazione sugli effettivi fabbisogni visto che la logica di formazione del budget è ancora un costo storico.
Infine Bondi deve vedersela con lo scarso controllo della domanda, l'inapplicato sistema dei controlli e la poca sinergia tra i diversi livelli di governo della spesa pubblica.
Il consiglio del Consip? Consolidare le convenzioni, e ampliare gli accordi quadro, anche quelli del mercato elettronico delle Pa.

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