mercoledì 22 febbraio 2012

Il robot sub trova i veleni di Priolo nel mare della Gorgona - Corriere Fiorentino


Sono stati individuati al momento 60 bidoni tossici, alcuni aperti, altri deformati. Cinquanta mancano all'appello


NOTIZIE CORRELATE
Fusti tossici al largo del Tirreno
LIVORNO - Circa 60 bidoni individuati, alcuni aperti, altri deformati ed altri integri. Ne mancano ancora 50. È emerso dalla riunione al ministero dell'ambiente che ha fatto il punto sulla vicenda dei fusti tossici caduti in mare da un cargo della Grimaldi a circa 23 miglia da Livorno, a nord dell'isola di Gorgona. Oltre ai bidoni, che contengono catalizzatori di nichel e molibdeno, sono stati individuati anche i due semirimorchi dove il materiale era sistemato durante il viaggio del 17 dicembre della Eurocargo Venezia.

LE ANALISI SUI PESCI - Analisi dell'acqua, dei sedimenti, degli organismi e dei pesci: lo prevede piano di monitoraggio che proseguirà nel tratto di mare a nord dell'isola di Gorgona, in cui sono stati trovati fusti tossici. Il piano è stato presentato dalla Grimaldi (armatore della nave) e integrato dalle richieste dei partecipanti all'incontro al ministero dell'ambiente. Partirà domani ad opera della «Minerva Uno» di proprietà della SO.PRO.MAR. spa (e non della Castalia come precedentemente riportato nell'articolo). Il monitoraggio prevede anche l'analisi di organismi e pesci di fondale attraverso il posizionamento di trappole di cattura e sarà realizzato dalla Grimaldi, ma alcuni campioni saranno consegnati a Ispra, Arpat e Istituto zooprofilattico. Lo stesso gruppo armatore si è impegnato a presentare un piano corredato da valutazione dei rischi per il recupero dei fusti «che non può prescindere - si legge in una nota della Regione - da un'analisi approfondita delle condizioni dei fusti ritrovati in profondità».

LA POLEMICA COL COMUNE - Qualche polemica era nata col Comune di Livorno: «Ancora una volta il Comune non era stato convocato a quest'incontro» e «solo grazie alla collaborazione con la Regione, un rappresentante tecnico del Comune sarà ammesso a far parte dei lavori della commissione all'interno della delegazione regionale», aveva detto l'assessore all'ambiente Mauro Grassi. Dopo la riunione l'assessore ha sottolineato: «Il recupero di bidoni è l'unica soluzione possibile. Non accettiamo ipotesi diverse come per esempio aspettare le analisi per valutare un eventuale rischio ambientale e quindi valutare se recuperare i bidoni. Abbiamo ribadito che l'unica strada è il recupero». «Se alcuni bidoni sono vuoti - prosegue Grassi - significa che uno sversamento c'è stato, anche se non è ancora possibile definirne l'entità. Il fatto che sia avvenuto uno sversamento è l'elemento rilevante di oggi, che sarà verificato con le analisi su acqua e pescato, che è quello che ci preoccupa di più».

LA RICOSTRUZIONE - Analizzando la rotta, gli esperti della guardia costiera notarono infatti che il 17 dicembre (giornata di forte vento, fino a 130 orari) la nave effettuò una brusca accostata, quando verosimilmente sono caduti in acqua due semirimorchi con 112 fusti in acciaio contenenti catalizzatori a base di nichel e molibdeno provenienti da una raffineria di Priolo (Siracusa) e destinati al porto di Genova. Sarebbero stati individuati i semirimorchi mentre intorno ci sarebbero bersagli che per lunghezza (circa un metro) potrebbero essere identificati nei fusti. Le operazioni di ricerca sono partite il 6 febbraio scorso. Sono stati utilizzati sonar e strumentazioni e periferiche che si immergono in profondità fino a 50 metri dal fondale (in quel tratto di mare quindi sono scesi per circa 300 metri).

Immagini di Fukushima un anno dopo

I disastri che rimangono a Fukushima

martedì 14 febbraio 2012

Il sito di Giuseppe

Il programma del satellite italiano Almasat, recentemente lanciato dal razzo Vega



Negli ultimi anni, l'attività di ricerca spaziale è stata caratterizzata dal gran numero di piccoli satelliti universitari che sono stati costruiti e lanciati. Da un lato, questo consente la partecipazione diretta degli studenti a un progetto vero e proprio spazio, dall'altro lato, essendo questi progetti caratterizzati da tempi di sviluppo brevi, offre agli scienziati frequenti opportunità di provare nuovi esperimenti ad un costo molto basso. Nella II Facoltà di Ingegneria della Università degli Studi di Bologna , il gruppo aerospaziale a Forlì, ha avviato nel 2003 un nuovo programma di ricerca microsatellite.
Il primo ALMA Sat (Satellite Alma Mater) missione di dimostrazione è stato lanciato recentemente (febbraio 2012) a bordo del volo VEGA Maiden a Kourou,nella Guyana francese. Tra le future applicazioni possibili, vi è l'uso di un bus maggiore ALMASat microsatellite per una missione di osservazione della Terra ( EO-ALMASat ) , recentemente finanziato dal Ministero Italiano della Ricerca ( MiUR ).
Come primo passo, una stazione di terra completamente automatizzata, tipo radioamatore è stato progettata e installata nei laboratori di facoltà ed è operativa dal settembre 2003.
Allo stesso tempo, il personale docente, dottorandi e laureati sono direttamente coinvolti nella progettazione del satellite, ma anche nella produzione e montaggio, e si sta prendendo cura anche delle operazioni spaziali in orbita.
DATI TECNICI: Il peso di questo satellite è circa 12,5 kg ed è costituito da un prisma cubico, lato 300 mm, con una struttura modulare costituita da sei shop-lavorati vassoi di Alluminio, tenuti insieme da otto barre di acciaio inossidabile. Quattro Al / Al ,i pannelli alveolari laterali, che sono la struttura di supporto di pannelli solari incollati, completano la struttura del satellite italiano. Questa architettura è stato selezionata per avere un multi-purpose bus, per essere utilizzato con piccole modifiche per diverse missioni e, payload accomodante con differente volume e requisiti di potenza.

lunedì 13 febbraio 2012

Nel processo Eternit condannati i manager da AGORA VOX

Giustizia è fatta. Il tribunale di Torino ha giudicato colpevoli di disastro colposo e omissione di cautele il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis De Cartieralla fine del processo Eternit. Entrambi sono stati condannati a 16 anni di carcere. Il capo d'accusa conteneva un elenco di 2.191 morti e 665 malati di patologie causate dall'amianto. 

Il tribunale ha ritenuto i due imputati colpevoli di disastro colposo per le condizioni degli stabilimenti diCavagnolo (Torino) e Casale Monferrato(Alessandria), mentre per gli stabilimenti di Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli (Napoli) per i giudici non è stato possibile procedere perché il reato è caduto in prescrizione. 

Capitolo risarcimenti: per le centinaia di familiari delle vittime la corte ha stabilito un risarcimento di 30mila euro per ogni congiunto. Per alcuni malati ci saranno 35mila euro di risarcimento. 100 mila euro, invece, per ogni sigla sindacale, 4 milioni per il comune di Cavagnolo, e una provvisonale di 15 mln per l'Inail. Al Comune di Casale Monferrato andranno 25 milioni di euro.

 

 

Il ministro della salute Renato Balduzzi ha così commentato: "E' una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici", mentre il segretario confederale della Cgil Vincenzo Scudiere ha colto anche gli aspetti politici della sentenza:

"Un processo storico e una sentenza esemplare, che dà giustizia alle migliaia di morti per amianto. L'auspicio è che questa stessa sentenza funga da monito a quanti continuano a ritenere che il nostro Paese può essere competitivo senza garantire la sicurezza ai lavoratori e ai cittadini. La sicurezza non può essere più considerata un costo per le imprese ma uno degli elementi fondamentali per renderle avanzate e competitive, altrimenti il rischio per l'Italia è che possa rappresentare l'area europea del lavoro a basso costo e a massimo rischio". 

domenica 12 febbraio 2012

Le stranezze del lago di Vostok

Bisogna ricordare che i laghi subglaciali in Antartide sono circa 140, ma il Vostok è certamente il più esteso e anche il più misterioso. Il lago Vostok, che contiene acqua allo stato liquido, è lungo 250 chilometri e largo circa 60 chilometri. Il volume totale dell’acqua in esso contenuta ammonta a ben 5400 chilometri cubi (sarebbero sufficienti per il consumo idrico di ben 50 milioni di persone per tre anni, calcolando cento litri al giorno per persona!). Tra i vari misteri che nasconde il lago Vostok vi è anche l’altitudine sul livello del mare del fondo del lago stesso: se si considerano i dati del Scientific Commitee on Antarctic Research, la superficie del lago è situata 3623 metri al di sotto della base Vostok, che a sua volta è situata 3488 metri sul livello del mare. La superficie del lago, sarebbe quindi situata 135 metri sotto il livello medio del mare e, siccome la profondità massima è di 800 metri (profondità media 670 metri), il fondo del lago si troverebbe 935 metri al di sotto del livello medio del mare. Secondo i dati ufficiali la temperatura dell’acqua del lago sarebbe di -3 gradi celsius, e la forma liquida dell’acqua del lago sarebbe mantenuta dall’enorme pressione causata dalla calotta di ghiaccio. Altre fonti indicano invece che in alcuni punti del lago si raggiungerebbe la temperatura di 19 gradi celsius, e ciò indica che probabilmente, al di sotto del lago, vi sia una forte attività geotermica. Al momento vi sono controverse opinioni su quanto sia antico lo strato di ghiaccio che sovrasta il lago Vostok. Mentre alcuni scienziati indicano un’antichità di 420 millenni, altri ricercatori sostengono che la cappa ghiacciata si sia formata solo 13 millenni or sono. Nel 1998 alcuni scienziati russi, statunitensi e francesi hanno perforato la crosta ghiacciata fino ad arrivare a circa 120 metri dalla superficie del lago, ufficialmente per evitare di contaminarlo. Vi sono state anche successive trivellazioni (2008 e 2009), ma nessuna ha bucato fino ad oggi la cappa di ghiaccio fino a giungere al lago. Le analisi del ghiaccio recuperato hanno indicato tracce di metano, batteri, resti di polline, di pluricellulari marini e altri residui di esseri pluricellulari sconosciuti. Dagli studi effettuati si è giunti alla conclusione che il lago Vostok è un ambiente super-saturato di ossigeno (la concentrazione di ossigeno potrebbe risultare 50 volte maggiore di un normale lago di superficie). Questi fattori hanno per ora convinto gli scienziati a non perforare del tutto la cappa di ghiaccio, in quanto una volta aperto, dal lago potrebbero scaturire batteri capaci di contaminare l’ambiente circostante, completamente sconosciuti fino ad oggi. L’ultima notizia, del febbraio 2010, riporta che lo scienziato russo Valerie Lukin, a capo della spedizione russa in Antartide, si dice pronto ad inviare una sonda all’interno del lago entro il 2012. La sonda sarebbe sterile, in modo da non contaminare l’ambiente sub-glaciale. Lukin sostiene che si potranno studiare micro-organismi vivi che risalgono a centinaia di millenni or sono. A partire dal 2001 un gruppo di scienziati statunitensi ha iniziato a sorvolare il lago Vostok a bassa quota, con lo scopo di studiare l’attività magnetica che si verifica presso il lago. Durante questi sorvoli è stata scoperta una potente anomalia magnetica nella zona sud-orientale del lago. I SEGRETI DEL LAGO DI VOSTOK «Approssimativamente a 300 miglia dal Polo Sud si trova un lago, un lago molto grande. E’ il lago Vostok. Inoltre è collocato ad oltre ¾ di miglio al di sotto dello strato di ghiaccio continentale. Le foto migliori del Lago Vostok sono dallo spazio, dove il profilo è chiaramente visibile. Gli attuali studi condotti con emissioni radar che penetrano il ghiaccio indicano che in certi punti l’acqua è profonda sino a 2000 piedi (circa 700 metri, ndt), e si trova al di sotto di una cupola alta sino a ½ miglio (circa 800 metri, ndt). «Le stime per la luce che filtra sino alla superficie del lago indicano qualcosa di simile a una “continua luce di primo mattino” durante i mesi estivi dell’Antartide. Le immagini termografiche indicano una stupefacente temperatura media dell’acqua pari a 50 gradi (non è specificato, ma crediamo si tratti di Celsius, ndt) con “punti caldi” che arrivano a 65. Ciò si può attribuire soltanto a fonti sotterranee di calore geotermico. Lunga 300 miglia e larga 50, l’atmosfera incapsulata dovrebbe essere in grado di ripulirsi tramite l’interazione col lago e forse con forme di vita vegetale.«Un altro possibile sistema di interazione atmosferica con l’ambiente del lago potrebbero essere quelle che vengono chiamate “bolle geotermiche”. Si tratta di migliaia di bolle nello strato di ghiaccio, che si trovano in circa 200 miglia quadrate di “dune ghiacciate”, scoperte recentemente dallo scienziato russo Ivan Toskovoi, che si trovava presso la stazione di ricerca Vostok sino alla sua scomparsa nel marzo del 2000. Il diametro delle bolle esaminate varia da pochi a diverse centinaia di piedi.«Probabilmente eccitante quanto tutti i dati divulgati sinora, è la scoperta tramite immagini magnetiche che presso la parte settentrionale della linea costiera del lago vi è una fonte di energia magnetica estremamente potente. Sinora, nessuno ha suggerito una spiegazione per questa “anomalia” magnetica. «Sino al febbraio 2000, almeno due squadre internazionali si stavano organizzando per scandagliare separatamente il lago. Disponevano entrambe di sensori robotizzati piuttosto simili, che avrebbero dovuto essere calati attraverso dei condotti (da perforare). Le squadre, basate presso la Cambridge University, Londra, erano finanziate dai governi di Gran Bretagna e Stati Uniti ed equipaggiate con tecnologia NASA. «Per ragioni non chiare, entrambi i programmi sono stati rinviati indefinitamente, con la NASA che è arrivata al punto di negare qualsiasi coinvolgimento ed entrambi i governi che citano “preoccupazioni di carattere ambientale”. Una fonte indipendente, la quale ha visitato la base di ricerca norvegese che si trova 150 miglia ad est, ha affermato che negli ultimi sei mesi presso la stazione russa Vostok è arrivata una grande quantità di nuovo equipaggiamento e di personale. Questo è interessante, considerato l’attuale situazione finanziaria della Russia. «Come nota finale c’è un messaggio verificato, proveniente da Casey Station (AU). La coppia di avventurose donne che il mese scorso stavano tentando di attraversare il continente sugli sci, e sono state prelevate da un aereo durante l’ultimo tratto del loro viaggio, non avevano richiesto l’intervento. «Malgrado le proteste della squadra australiana a Casey, le due sono state portate via in aereo con un volo straordinario di 48 ore, ad opera di un gruppo delle Forze Speciali della marina statunitense al largo di Samoa.«Secondo il messaggio, le donne insistevano per riferire qualcosa di insolito che avevano visto. Le ultime notizie che le riguardano dicono che la coppia rimane in “isolamento”». Tratto da: Il segreti del lago Vostok – Perché gli Usa li nascondono? | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/02/10/il-segreti-del-lago-vostok-%e2%80%93-perche-gli-usa-li-nascondono/#ixzz1m0SMe97x - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

venerdì 10 febbraio 2012

La terra degli orsi polari da National Geographic

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La terra degli orsi polari così come la propone una spedizione di National Geographic

venerdì 3 febbraio 2012

Bilancio: Sicilia a rischio Grecia da LINKSICILIA

La Sicilia come la Grecia? Il rischio che i conti economici della Regione vadano a picco c’è. Anche se la notizia non fa “notizia”, soprattutto nel mondo della politica siciliana.
“Forse perché pensano che qualcuno, magari a Roma, gli risolverà i problemi?”, si è chiesto e ha chiesto stamattina, nel corso di una conferenza stampa, il leader dell Udc siciliana, Giampiero D’Alia. “Se in Assemblea regionale pensano questo – ha aggiunto D’Alia – è bene che se lo levino dalla testa. Stando alle notizie in mio possesso, il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha messo la propria struttura a disposizione della Regione siciliana per provare a risolvere il problema. Lo Stato vuole fare la propria parte. Ma, ovviamente, chieda al governo della nostra Isola di fare la propria parte”.
Una conferenza stampa ‘tecnica’ e ‘politica’, quella organizzata stamattina a Palazzo Reale – la sede del parlamento siciliano – dai vertici isolani dell’Udc al gran completo. Al tavolo della presidenza, nella sala ‘Mario Palumbo’ – ovvero la sede della sala stampa delll’Ars – accanto a D’Alia, i parlamentari Giula Adamo (capogruppo), Pippo Nicotra e poi tutti gli altri dirigenti del partito.
Ai giornalisti è stato distribuito un lavoro certosino effettuato sui conti regionali. A sfogliarlo, viene un po’ il freddo. Per la sanità mancano all’appello 700 milioni di euro. A cui si sommano 1,5 miliardi di euro di mancata copertura reale. Tradotto: soldi che nella ‘bozza’ di bilancio il governo prevede di spendere. Con un ‘picco’ particolare’: che questi soldi non ci sono.
Fine dei disastri finanziari? Ma quando mai! C’è l’arcipelago delle società collegate alla Regione, sempre in procinto di essere ridotte e razionalizzate: ma ancora lì non ‘razionalizzate’. Da questo marasma spunta un altro ‘buco’ di circa 3 miliardi di euro. “La cosa che mi preoccupa – ha ribadito il leader dell’Udc siciliana, non senza una punta d’ironia, – è la mancanza di preoccupazione da parte degli ‘inquilini’ di questo ‘Palazzo’. E’ chiaro che se non si trova una soluzione, a beeve, la Sicilia – è bene sottolinearlo senza tanti giri di parole -rischia di fare la stessa dine della Grecia”.
Che fare? L’Udc di D’Alia avanza dieci proposte. Vediamole per grandi linee.
Primo: riduzione delle spese dell’Ars. Abbattendo (e, supponiamo, ripartendo l’abbattimento tra deputati e personale del ‘Palazzo’) del 5 per cento si possono risprmiare 160 milioni di euro.
Secondo: blocco dei rinnovi contrattuali del comparto e della dirigenza. Risparmio pevisto: 170 milioni di euro. Quindi eliminazione dei benefits con un ulteriore risparmio dialtri 5 milioni di euro.
Terzo: interventi sui consumi intermedi dove, come si legge nel documento, “si annidano sprechi e malaffare”. In questa spese rientrano anche Ast, Multiservizi, Beni culturali spa. Risparmio previsto: 150 milioni di euro.
Quarto: di fatto, è un atto di accusa agli ‘economisti’ (o presunti tali) del governo Lombardo. Il tema è quello delle partecipazioni della Regione. A cominciare dalla partecipazione in Unicredit, “oggi ridotta a qualche decina di milioni”. Quindi l’affondo: “Se fosse stata ceduta tre anni orsono avrebbe fruttato qualche centinaio di milioni”. Come già accennato, da due anni Lombardo & company parlano di “riforme epocali, cessioni, incorporazioni”. Tirando le somme, la Regione ha acquistato l’Irfis, un guscio vuoto (il ramo banvario se l’è tenuto Unicredit) dove lo stesso Lombardo – che non tollera l’idea di una poltrona ‘vuota’ – ha già piazzato un direttore generale prim’ancora di capire di che cosa si dovrebbe occupare l’Irfis (il direttore, supponiamo, non ‘lavorerà’ gratiis…). Sulle partecipazioni l’Udc propone dismissione e cessione del 50 per cento delle società. Introiti previsti: 10 milioni di euro.
Quinto: sanità. Che costa 8,2 miliardi l’anno. L’assessore al ramo, Massimo Russo, ribadisce a destra e a manca che la spesa è diminuita. In realtà, la spesa è aumentata, mentre i collaboratori dell’assessore, che gli forniscono dati, si è scoperto che sono cultori dell’aritmetica ‘immaginifica’. Scherzi a parte, anche su questo fronte la ‘ricetta dell’Udc è quella della razionalizzazione: contenere le spese per i convenzionati esterni e per l’ospedalità privata (un 5 per cento in meno farebbe risparmiare alla Regione 100 milioni di euro circa); contenimento della spesa farmaceutica (con il 5 per cento in meno si risparmierebbero altri 65 milioni di euro); e rideterminazione del budget delle Aziende sanitarie e ospedaliere (altro risparmio di 200 milioni di euro).
Sesto: abolizione secca della ex tabella H che è rimasta sotto mentite spoglie. Contributi e ‘ammennicoli’ vari costati, nel 2011, 218 milioni di euro. Per questa tabella, taglio di 100 milioni di euro.
Settimo: riforma degli Ato rifiuri e idrici. Si tratta di due settori che il governo Lombardo non ha toccato. Due ‘carrozzoni’ drena-soldi che pesano come macigni sui Comuni siciliani. Basti pensare che i Comuni dell’Isola, pur essendo in buona parte ai limiti ddel dissesto finanziario, sono debitori, nei riguardi degli Ato rifiuti, di 1,3 miliardi di debiti. Per non parlare della gestione idrica che, in barba al referendum, resta, in molti casi, nella mani dei privati. E’ il caso di Agrigento – vicenda che il nostro giornale ha più volte trattato (anche stamatttina, in altra parte del giornale si parla delle ‘malagestine idrica di Siracusa e Agrigento). Approfittiamo dell’occasione per invitare i sindaci e i comuni cittadini sicilani a raccontare al nostro giornale tutte le storture in materia gi gestione dell’acqua che gli stessi cittadini vivono aulla propria pelle.
Otto
: Agricoltura. L’Udc di D’Alia, con molto coraggio, entra nella vicenda dei ‘Forconi’ che, da lunedì prossimo, torneranno per le strade delle città siciliane. Lucida l’analisi sui prodotti agricoli della nostra Isola letteralmente travolti da produzioni cinesi, asiatiche e nordafricane, peraltro in molti casi di scadente qualità, se non dannose per la salute. Agricoltori siciliani ai quali le banche non fanno credito. Colpiti dalle cartelle esattoriali Serit. Da qui la proposta: rateizzazione ventennale a tasso legale con intervento diretto della Regione attraverso una ‘catolarizzazione’ triangolare Tra Regione, banche e Serit. A questi si dovrebbero aggiungere interventi normativi: repressone della concorrenza sleale (sarebbe ora!); lotta all’abuso di cartelli di posizione dominante nelle transazioni in agricoltura (tradotto: evitare che i commercianti ‘affamino’ gli agricoltori siciliani, come avviene spesso oggi); controllo sugli alimenti per tutelare la salute dei consumatori (ciò signif[[posterous-content:pid___0]]ica – e questa è una nostra tesi – che l’80 per cento almeno dei prodotti agricoli venduti per lo più dalla grande distribuzione organizzata non potrebbe più entrare in Sicilia).
Nove: utilizzare una parte di questi risparmi così ottenuti (circa 770 milioni di euro) per incentivare gli investimenti privati. Per esempio, finanziando il credito d’imposta che il governo Lombardo avrebbe voluto finanziare con soldi che non ci sono. Quindi il sostegno forte alle politiche sociali ormai scomparse in molti Comuni (come a Palermo): attivazione di banchi alimentari, sussidi abitativi e scolastici, contrasto alll’emarginazione sociale.
Decimo
: riduzione drastica delle funzioni delle Province, evitando di fare ‘esplodere’ i liberi consorzi di Comuni con una riforma (che peraltro è già stata fatta nel 1986 con la legge regionale n. 9: qualcuno dovrebbe spiegarlo a Lombardo e ai bravi dirigenti dell’Ars, che forse non ricordano che le ‘Province’ sono state sostituite con le Province regionali) che rischierebbe di far accrescere i costi e non di ridurli.

mercoledì 1 febbraio 2012

L'inquinamento viaggia: i rifiuti dello tsunami del Giappone stanno arrivando sulle coste degli Stati Uniti

L'inquinamento da plastica e rifiuti vari, è continuo:oggi quello dello tsunami del Giappone sta arrivando sulle coste degli Stati Uniti d'America! La plastica che è stata riversata in mare è diventato un problema d'inquinamento globale....