martedì 31 gennaio 2012

Disquisizioni sulle ultime novità riguardo la struttura della materia

chiacchierata fra fisici. Uno, l’intervistatore e nostro collaboratore Luca Mazzuccato, giovane fisico di belle speranze (research assistant professor al Simons Center for Geometry and Physics dell’Università Stony Brook, NY) incontra l’altro, Shmuel Nussinov, decano della Scuola di Fisica e Astronomia all’Università di Tel Aviv (ha appena compiuto settant’anni), che gli confessa i suoi forti dubbi sul fatto che i neutrini possano viaggiare più veloci della luce. E non solo… (FS) CULTURA – Riserva sempre sorprese chiacchierare con Shmuel Nussinov. Nussinov spende molti mesi ogni anno in visita presso istituti di ricerca americani: l’Institute for Advanced Study a Princeton, Upenn, l’Università del Maryland e ora la Chapman University. I suoi consueti seminari al C. N. Yang Institute per la Fisica Teorica, a Stony Brook, sono un must e sarete certi di rimanere a bocca aperta. In occasione del suo recente settantesimo compleanno, Nussinov decise di farsi un regalo unico nel suo genere: pubblicare undici articoli di fisica teorica nella stessa settimana, sui più svariati argomenti. Dalla materia oscura, alla fisica dei neutrini, alla teoria dei grafi e quant’altro… Parliamo dell’esperimento sulla bocca di tutti: OPERA, nel laboratorio del Gran Sasso, che raccoglie un fascio di neutrini sparato dall’acceleratore di particelle al CERN di Ginevra, dopo aver attraversato 700 miglia di solida roccia come niente fosse. La collaborazione ha recentemente pubblicato un articolo, in cui chiedono alla comunità scientifica di verificare la loro analisi dei dati: i neutrini misurati avrebbero viaggiato più veloci della luce… Credi che questa sia la spiegazione? Sicuramente no. Ci sono molte ragioni per credere che le loro conclusioni siano sbagliate. Se i neutrini fossero più veloci della luce, come suggeriscono, la stessa anomalia si paleserebbe in un gran numero di altri esperimenti: ma questo non è successo! L’esempio più semplice è la fisica dei raggi cosmici, che possiamo misurare con estrema accuratezza. Una velocità superiore a quella della luce si traduce in una violazione dell’invarianza di Lorentz, il pilastro della relatività speciale di Einstein. Per esempio, i pioni osservati dal decadimento dei raggi cosmici, di solito non decadono quasi mai in un muone e un neutrino muonico. Ma nel caso raro in cui decadano in questo canale, assumendo per assurdo che questi neutrini fossero più veloci della luce, i “cattivi” neutrini muonici porterebbero sono una frazione infinitesima dell’energia, lasciando la maggior parte del bilancio energetico ai muoni. In contraddizione con le osservazioni dei raggi cosmici. Un’altra contraddizione, scoperta dal Nobel Sheldon Glashow e Andrew Cohen: se avessimo neutrini muonici di alta energia che viaggiano più veloci della luce, questi rilascerebbero coppie di elettroni-positroni, diminuendo la propria energia. L’ipotetico fascio di particelle perderebbe una grossa quantità di energia in questo modo. Questo sarebbe in conflitto chiaro e lampante con una serie di esperimenti dalle misurazioni estremamente affidabili. Quali potrebbero essere le spiegazioni alternative? Non mi viene in mente nessuna soluzione possibile che sia consistente con tutti gli altri esperimenti allo stesso tempo… Si tratta probabilmente di un errore sistematico di cui non si è tenuto conto. In ogni caso, altri esperimenti in tutto il mondo stanno cercando di riprodurre i risultati di OPERA, quindi non ci resta di aspettare e vedere! Parliamo ora di materia oscura. Il candidato più ovvio per la materia scura era una particella chiamata neutralino, predetta dalle teorie di supersimmetria. Per il momento, tuttavia LHC non l’ha ancora osservata… La caccia alla materia oscura è un campo in cui i nostri progressi sono molto veloci – ma certo non più veloci della luce! Ma è certamente vero che, se la materia oscura fosse dovuta alla particella supersimmetrica chiamata neutralino, dovrebbe essere già stata prodotta e osservata da LHC, oltre ad essere già scoperta nei numerosi rivelatori sotterranei di materia oscura in molte parti del mondo. E invece, non ve n’è traccia alcuna… Quali altri candidati per la materia oscura ci sono? Oltre a versioni sofisticate della stessa teoria supersimmetrica, che contengono più super-partners del modello supersimmetrico più semplice, ci sono altri rivali di rango, come il cosiddetto “technicolor.” Quindi, per il momento non c’è motivo di preoccuparsi. Immaginiamo che LHC non scorga traccia della materia oscura. Cosa dovremmo concludere in quel caso? Lasciar perdere? Neanche per idea! Potrebbe darsi, per esempio, che la materia oscura sia nient’altro che un tipo di neutroni in incognito, che noi non riusciamo a vedere, come ho proposto nel mio seminario a Stony Brook. Supponiamo che esistano “neutroni specchio” e che i neutroni che tutti conosciamo (quelli che stanno nel nuclei degli atomi della tavola periodica) compiano delle oscillazioni avanti e indietro in queste nuove specie di neutroni specchio. Proprio come i neutrini, che oscillano avanti e indietro tra diversi flavors. Se le particelle specchio interagissero con noi solo attraverso la gravità, ho calcolato che queste potrebbero benissimo spiegare la quantità di materia oscura mancante. Sembra che i fisici abbiano riposto le loro speranze per spiegare la fisica di LHC in nuovi fenomeni come la supersimmetria, le dimensioni extra o il technicolor, nessuno dei quali si sta verificando. Questo trend si è ripetuto spesso negli ultimi trent’anni, con la mancanza di nuove osservazioni, portando alla creazione di modelli sempre più barocchi. Sembra quasi che stiamo riscostruendo una sorta di sistema tolemaico… Non posso darti torto su questo punto. Ma dovresti ricordarti delle quindici e più particelle “barocche” predette dal Modello Standard negli anni settanta e infine osservate con precision… Forse è la natura stessa ad amare lo stile barocco!

venerdì 27 gennaio 2012

IL METODO NANIA: ACCUSARE DAL SENATO CHI DENUNCIA, PER EVITARE I CONTROLLI SUI POSSIBILI CONDIZIONAMENTI MAFIOSI NELL’AFFAIRE PARCO COMMERCIALE DI BARCELLONA PG

 

L’affaire Parco Commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto arriva in Parlamento, dove il vicepresidente del senato Domenico Nania interroga il Ministro degli Interni, non potendo accettare il provvedimento con cui il prefetto Alecci, il 9 dicembre del 2011, avvertiva la necessità di verificare possibili condizionamenti della criminalità organizzata nell'attività amministrativa del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

La difesa del senatore, che teme per le eventuali conseguenze politiche del provvedimento  a  4 mesi dal rinnovo del consiglio comunale previsto per la primavera del 2012, ripercorre i fatti contestati sulla redazione del nuovo PRG, delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA)  e delle Norme tecniche di attuazione delle previsioni urbanistiche del settore commerciale ( NTAC), nella localizzazione del parco commerciale e nell'inserimento dei terreni di contrada Siena, che sono state al centro di una denuncia presentata dalle associazioni antimafia “Rita Atria”  e "Città Aperta", “secondo principi – che a detta del senatore -  non è chiaro dove e come vengano ricavati e secondo cui i privati non avrebbero potuto presentare un PRP”.

La sgradevolezza dell’interrogazione (che è possibile leggere per intero al seguente link) è dovuta non solo al linguaggio inquietante usato dal senatore a difesa dell’operato del cugino Sindaco Candeloro Nania, ma per come il senatore “scandalizzato” chiede al ministro “se risulti che esiste una sola città in Italia, dove si è disposto, come nel Comune di Barcellona PG, l'atto di Accesso su tutti gli atti amministrativi, non in funzione delle relazioni annuali sul controllo del territorio, riguardanti gli Enti locali, redatte da Questura, Arma dei Carabinieri e Guardia di finanza, ma di articoli e interrogazioni dal contenuto distorto ed errato”.

Gli articoli e le interrogazioni “dal contenuto distorto ed errato” sarebbero quelli di Antonio Mazzeo, divenuto una vera e propria ossessione per il senatore Nania, che durante la sua relazione, in cui più volte lo accusa di “straparlare”, lo nomina ben otto volte. Una di queste per definirlo, con l’associazione antimafia Rita Atria (ma la parola antimafia nel documento in effetti non compare), come “suggeritore locale”  di un esponente politico palermitano di cui, evidentemente per rispetto di “casta” non fa il nome.

Ecco uno stralcio esemplificativo di come il sen. Nania ha affrontato la questione in Parlamento:

“Le sollecitazioni dell'esponente politico palermitano e dei suoi "suggeritori locali" per sciogliere il Consiglio comunale della Città di Barcellona PG si basano tutte su presupposti politici e sul citato teorema come si evince dal commento di Antonio Mazzeo, dove si affermava: "Scoraggiante l'impasse che ha caratterizzato sino ad oggi la Prefettura di Messina, nonostante le denunce stampa e la circostanziata ricostruzione" (circostanziata, ovviamente, perché scritta dallo stesso Antonio Mazzeo) "sull'anomalo iter progettuale del Parco Commerciale di Barcellona abbiano fornito sufficienti elementi per istituire una commissione d'indagine ed accertare l'esistenza di eventuali condizionamenti esterni sulla vita amministrativa locale".

Insomma il nome di Lumia, che invece il senatore fece qualche mese fa durante una conferenza stampa seguita a quella dell’associazione Rita Atria, parlando di “teorema LAM (Lumia, Atria, Mazzeo)”, non compare nella lunga interrogazione, che resta, per l'appunto, inquietante.

Il senatore Nania, infatti,  espone ad altissimo rischio di ritorsione coloro i quali con il loro impegno antimafia svelano intrecci e legami. Con dei toni che nulla avrebbero a che vedere con un normale,  pur se evidentemente spiacevole per il senatore,  controllo per verificare se, alla luce della procedura adottata per la localizzazione di un piano commerciale, l' azione del Comune sia stata e sia condizionata dalla criminalità organizzata.

L’attacco personalizzato di un Vicepresidente del Senato ad un giornalista, non può che essere considerato intimidatorio, visti i toni e le circostanze che lo hanno determinato: per il senatore infatti, resta incomprensibile come mai, in una democrazia, la denuncia giornalistica abbia la stessa dignità di una “riservata” della Prefettura, della Questura o dei Carabinieri.

Eppure è questo il compito dei giornalisti: far conoscere ai lettori quelle zone d’ombra, altrimenti “riservate”. 

lunedì 16 gennaio 2012

Oltre alle morti umane pericolo disastro ambientale che potrebbe provocare la "Concordia"

Da GREENPEACE ITALIA

La nave da crociera “Costa Concordia” contiene migliaia di tonnellate di carburante e, forse, tonnellate di altre sostanze pericolose come lubrificanti, vernici, sostanze clorurate e amianto. C’è il rischio di una seria emergenza ambientale, in pieno Santuario dei Cetacei, senza interventi urgenti.

 

Nelle cisterne della nave ci sarebbero circa 2.400 tonnellate di carburante. Lo sversamento di solo tre/quattrocento tonnellate di carburante dal portacontainer RENA, in Nuova Zelanda, ha ucciso circa 20 mila uccelli marini e inquinato decine di chilometri di costa. L’emergenza ambientale che si profila nel caso della Costa Concordia è tristemente simile a quella che ha seguito l’affondamento, il 5 aprile 2007, dellanave da crociera Sea Diamond a Santorini (Grecia) e ripropone la questione dei rischi causati dall’avvicinamento alla costa dei grandi traghetti.

Greenpeace chiede che venga messo a punto e attuato con urgenza un piano per lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima.Lo svuotamento delle cisterne, che potrebbe essere complicato se il carburante – a causa delle basse temperature – avesse assunto una consistenza semi-solida, deve essere avviato immediatamente, prima che eventuali mareggiate infliggano danni strutturali al relitto, causando la dispersione del carburante. 

Ancora una volta denunciamo che in un’area teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta, come nel caso della Grimaldi Lines, o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia (leggi il rapporto). 

Il Santuario dei Cetacei nasce da un accordo tra Italia, Francia e Monaco e dovrebbe tutelare l’Alto Tirreno e il Mar Ligure per le eccezionali caratteristiche ambientali dell’area. Purtroppo, è solo un “parco di carta”, senza alcuna misura di gestione efficace.

domenica 15 gennaio 2012

La spedizione verso Nome, Alaska | Il Post

La spedizione verso Nome, Alaska | Il Post:

'via Blog this'

Vane promesse per cercare di compensare l'acquisto degli F35

Il Ministro Di Paola afferma che gli F35 creeranno 10.000 posti di lavoro. La cosa non porta bene. Già qualcun altro promise un milione di posti di lavoro e, in effetti, ne perse un milione esatto con un gap tra promesso e realizzato di 2 milioni.

Ma prima di rispondere vorrei invitare i lettori a fare assieme un giro nel web per vedere il fiume di dichiarazioni e news, sul tema, che sono arrivate in redazione in pochissime ore. Ciò dimostra quanto la questione stia a cuore di molti italiani. Non solo. Dimostra quanto sia importante da parte di tutti i lettori firmare e diffondere la campagna NO F35.

Pronti a navigare? Si salpa.

1) il Comune di Palermo approva una mozione contro la spesa di 15 miliardi per 131 caccia F35;

2) il ministro Di Paola conferma le indiscrezioni su un possibile passo indietro del governo nell’ambito di tagli alle spese militari;

3) il settimanale Panorama, in uscita oggi, afferma che il ministero sta valutando la riduzione degli aerei dai previsti 131 a non oltre 100;

4) l’Unione italiana Sport per Tutti scrive al Ministro protestando contro lo sperpero di 15 miliardi in tempi di crisi;

5) gli esperti incaricati per la revisione del programma parlano addirittura di 200 milioni per velivolo (fonte CNN);

6) Luigi Bobba, già presidente delle ACLI ed oggi Vice Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati afferma: “L’uscita del nostro Paese dal programma dei cacciabombardieri F-35 JSF (Joint Strike Fighter) non comporterebbe oneri ulteriori rispetto a quelli già stanziati e pagati per la fase di sviluppo e quella di pre-industrializzazione; infatti il Memorandum of Understanding, ovvero l’accordo fra i Paesi compartecipanti, non prevede il pagamento di alcuna penale in caso di rinuncia all’acquisto”;

7) la rete disarmo conferma che stato lo stesso Ammiraglio Giampaolo Di Paola a firmare nel 2002 la partecipazione Italiana alla prima fase SDD del programma e configura “un pericoloso conflitto d’interesse”;

8) Don Armando Zappolini presidente del CNCA Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza afferma: “Deve pagare chi fino a oggi non ha pagato, deve dare di più chi ha di più. Quando si stanziano ogni anno 27 miliardi di euro per le spese militari e si investono 20 miliardi per i caccia F35 non si può dire che ‘non ci sono soldi”;

9) lo studioso Luigi Barbato: “In un contesto di crisi economica, i sacrifici richiesti ai cittadini, sia in termini di maggiore fiscalità che di tagli allo stato sociale, impongono una doverosa riflessione sulla sostenibilità economica dell’attuale modello di Difesa”. Si chiede una ”discussione in sede politica” sulla congruità di alcuni programmi, come quello ”dei cacciabombardieri F35, il cui costo appare veramente eccessivo”;

10) Bonelli: “chiediamo a Monti di fare quello che la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto nel 2010 quando la Germania ha tagliato la spesa per gli armamenti di 10 miliardi di euro”.

11) Il prof. Antonio Zecca dell’Università di Trento afferma: “tagliamo i caccia e non il welfare”.

Ci fermiamo qui! Era tanto per dare un’idea della reazione positiva di molti alle scellerate scelte dei governi precedenti il presente. Ed ora la risposta al Ministro che affidiamo agli amici della Rete Italiana per il Disarmo: “Anche oggi il Ministro ha ricordato in aula i favoleggiati 10.000 posti di lavoroderivanti dalla nostra partecipazione al progetto. Un dato assolutamente irreale e smentito da valutazioni sindacale, industriali e della stessa Aeronautica Militare – sottolinea Francesco Vignarca – e che anche se fosse confermato evidenzierebbe solamente l’inefficienza degli investimenti militari: ogni posto di lavoro costerebbe allo Stato infatti 1,5 milioni di euro”. Un’insegnante costa al massimo 50.000 euro. Ma di cosa stiamo parlando?

Fabio Pipinato

Tratto da: F35. Un posto di lavoro costa 1,5 milioni di euro | Informare per Resistere  

F35

mercoledì 11 gennaio 2012

I rifiuti in Italia si possomo smaltire anche senza inceneritori

Malinconico :è un beneficiato tecnico « Giu47furb's Blog


Malinconico :è un beneficiato tecnico « Giu47furb's Blog:

'via Blog this'

La straordinaria cometa Lovejoj

E’ arrivata a Natale la cometa Lovejoj come viene riproposta in questa straordinaria immagine trasmessa dalla stazione orbitale internazionale mediante la sua grande finestra osservatorio dal comandante Dan Burbark. La cometa Lovejoj è una singolarità spaziale infatti è misteriosamente sopravvissuta all’incontro  ravvicinato col Sole ,la grande stella gialla del nostro sistema solare. “ E’ la cosa più sorprendente che io abbia mai visto nello spazio” ha detto piuttosto sorpreso nell’intervista,per l’appunto Dan Burbank. Le immagini, diffuse dalla Nasa e presentate dall’agenzia spaziale americana come le più simboliche mai riprese dalla Stazione Spaziale, della cometa Lovejoy, che nei giorni scorsi è misteriosamente sopravvissuta all’incontro ravvicinato con il Sole. Il comandante Burbank le ha riprese dalla Cupola, la grande finestra-osservatorio della stazione orbitale. È accaduto nella notte fra il 21 e il 22 dicembre, quando la cometa scampata alla distruzione è ”emersa” dall’orizzonte terrestre mentre la Stazione Spaziale orbitava ad un’altezza di circa 400 chilometri dalla superficie del nostro pianeta.                                                                        ”Stavamo volando sulla Tasmania e avevamo appena osservato la tempesta che nel Sud del Pacifico ha colpito le Filippine. Era notte e i lampi riempivano tutto il cielo”, racconta Burbank.”Poco prima che sorgesse il Sole” prosegue “l’orizzonte della Terra ha cominciato a illuminarsi, colorandosi di blu e porpora e in quel momento è comparso un lungo arco verde che si estendeva per circa 10 gradi dall’orizzonte”.                                                                                                          Al momento l’astronauta non aveva idea di che cosa stesse osservando ed ha continuato a seguire il lungo arco finché non è stato nascosto dal modulo-laboratorio giapponese Kibo, agganciato alla Stazione Spaziale. Dopo gli astronomi, che si aspettavano di vederla morire nel suo tuffo nel Sole, la cometa ha stupito così anche gli astronauti.                                                                                  

La_straordinaria_foto_della_cometa_loveloy
È la cosa più spettacolare che si possa immaginare e nello spazio” conclude Burbank “di cose straordinarie se ne vedono davvero molte”

 

Rifiuti di Napoli smaltiti in Olanda

Da: Napoli esulta, rifiuti verso l’Olanda Costerà la metà che trasportarli in Puglia | Informare per Resistere

di Katiuscia Laneri e Nello Trocchia

Operazione rifiuti al via. La giunta guidata da Luigi De Magistris mette a segno un punto a favore con il carico della prima nave. Dopo mesi di annunci, oggi al Porto di Napoli i camion hanno iniziato le operazioni per l’invio dei rifiuti in Olanda. C’è di più: il risparmio di circa la metà rispetto all’invio in Puglia. Saranno 3.000 le tonnellate che salperanno dal capoluogo partenopeo, direzione nord Europa, in questo primo invio di prova. Alle 16 arriva il primo carico, i giornalisti dietro le transenne, le autorità assistono alla scena. Sono presenti il sindaco di Napoli, il vicesindaco Tommaso SodanoLuigi Cesaro, presidente della provincia e i vertici dell’Asia. Una giornata che segna anche la differenza con il passato quando la Sapna, la società controllata dalla provincia, firmava accordi con ditte che garantivano il trasporto e il conferimento in discariche in Sicilia, Emilia, Toscana e Puglia (ancora in corso i trasporti) a prezzi altissimi intorno ai 173 euro a tonnellata. Un fiume di soldi che la società della provincia, l’ente guidato dall’indagato Luigi Cesaro, aveva speso per mantenere vivo il miracolo annunciato da Silvio Berlusconi. Dal mese di gennaio a quello di maggio 2011 per il trasferimento di 69 mila tonnellate di rifiuti, la Sapna aveva speso 12 milioni di euro. E non erano mancate le polemiche sui siti di smaltimento, le aziende di trasporto utilizzate.

Un costo esorbitante. Sui viaggi della speranza indagano le procure di Napoli, di Lecce, di Messina in mezzo ad un contenzioso amministrativo sulla possibilità di trasporto fuori regione di quel codice di rifiuto. Oggi si volta pagina e anche la provincia, costituendo una società di scopo con il comune di Napoli, si è inserita nel nuovo corso. Questa volta i rifiuti partono verso l’Olanda e saranno smaltiti ad un costo medio intorno ai 100 euro. Un risparmio enorme. Considerando i due contratti sottoscritti con operatori olandesi per un totale di 250 mila tonnellate, continuando lo smaltimento modello Sapna si sarebbero spesi 43 milioni e mezzo, con i contratti voluti e sottoscritti dal comune di Napoli, il costo si aggira intorno ai 25 milioni di euro. Un bel risparmio, nulla da dire.

Sui costi il comune mantiene il massimo riserbo rispettando la clausola di segretezza voluta dagli operatori europei. Al Fattoquotidiano.it parla Eric Sloots, il direttore commerciale dell’Avr, una delle società con le quali è stato sottoscritto un contratto, che tiene segreto il costo e spiega che i rifiuti saranno smaltiti in totale sicurezza nei termovalorizzatori olandesi. Se il comune non si sbilancia sul prezzo, Luigi Cesaro, abituato al vecchio tariffario, parla di 130 euro a tonnellata per questo primo carico, con un risparmio rispetto ai suoi viaggi di ben 40 euro. Intanto, proprio oggi i vertici di comune, provincia e regione hanno incontrato il ministro dell’ambiente Corrado Clini. Incontro interlocutorio nel quale si è parlato della strategia per evitare le sanzioni dell’Unione Europea, tra le soluzioni messe sul tavolo anche le navi che dovrebbero garantire per due anni una città pulita e la chiusura del ciclo dei rifiuti.

 

Camion_trasporti_rifiuti_di_napoli

I guai del governo MONTI

 "La paura è l'effetto domino. Che le dimissioni di Carlo Malinconico per le vacanze pagate a sua insaputa – si legge su Repubblica - possano addensare le ombre sul governo Monti. Che caduto lui, in nome di etica e trasparenza, lo stesso possa accadere ad altri: al ministro Patroni Griffi, proprietario di una casa al Colosseo comprata dall'Inps a meno di un quarto del suo valore. A Filippo Milone, un passato di condanne per Tangentopoli, un presente nelle intercettazioni di Finmeccanica. A Pasquale de Lise, chiamato dal governo a dirigere la nuova Agenzia per strade e autostrade, amico di Angelo Balducci e vicino alla cricca delle Grandi Opere. Al viceministro del Lavoro Michel Martone, figlio del magistrato Antonio che è indagato nell'inchiesta sulla P3. E ancora, per una questione di conflitto di interessi, a Corrado Passera, Mario Ciaccia, Guido Improta. Il ministro, il suo vice e il sottosegretario hanno in mano la costosissima gestione delle infrastrutture e dei trasporti del Paese, settore nel quale hanno lavorato fino al momento della loro nomina. Dall'altra parte, da quella delle imprese. Un'altra casa al Colosseo Per diventare ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi ha lasciato un posto di commissario all'autorita' per la trasparenza della Pubblica amministrazione. Ruolo che - come i precedenti - ha ricoperto cumulando l'indennita' di consigliere di Stato fuori ruolo. Ora comunica che il suo stipendio lordo e' di 205.915,54 euro, ma e' nei guai - anche lui - per una storia di case al Colosseo. La sua, 109 metri quadri con affaccio sui Fori, l'ha comprata dall'Inps nel 2008 a 177mila euro (ne vale 800mila) dopo una lunga querelle culminata in una causa amministrativa, dove a difendere i suoi interessi era proprio Carlo Malinconico. L'appartamento - categoria A4 - risulta casa popolare.
Da Paterno' a Finmeccanica. Il sottosegretario alla Difesa Filippo Milone viene da Paterno', provincia di Catania, come Ignazio La Russa e Salvatore Ligresti, e nella loro orbita ha costruito tutta la sua carriera. Negli anni novanta era amministratore della Grassetto Costruzioni Spa, la principale societa' di costruzioni del gruppo Ligresti, e come tale e' finito in piu' di un'inchiesta. Arrestato nel '92 a Torino per turbativa d'asta e abuso d'ufficio, e' stato condannato in via definitiva nel '97. Condanna poi cancellata con la riabilitazione (un'altra volta e' stato graziato dalla prescrizione). Ottiene un posto nel cda delle Poste, poi diventa consigliere per la politica industriale del ministro della Difesa La Russa. Incarico che ha ricoperto restando allo stesso tempo nel cda dell'Ansaldo Sts, societa' di Finmeccanica, che della Difesa e' uno dei principali fornitori. Nell'inchiesta Enav-Finmeccanica e' finito per un'intercettazione di Lorenzo Borgogni (secondo i pm il finanziatore occulto della politica) che in una conversazione telefonica riferiva di una richiesta - da parte di "Filippo" - di denaro per la festa del Pdl a Milano.
Gli appalti delle autostrade. Il viceministro a Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia è stato - fino al momento della nomina - ad di Biis, la Banca per le infrastrutture e lo Sviluppo controllata da Intesa San Paolo. Era quindi, allora come oggi, un collaboratore di Corrado Passera. La Biis è coinvolta in una serie di appalti miliardari proprio nel campo delle infrastrutture, dalla Pedemonotana lombarda alla Salerno - Reggio Calabria. Tutti affari che Ciaccia ha avviato da manager, e gestisce da viceministro. Il conflitto del banchiere Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha ceduto tutte le azioni di Intesa San Paolo (8.638.641 azioni ordinarie, valore stimato 11 milioni di euro) e due partecipazioni minori. Restano i dubbi di conflitto di interesse per il ruolo ricoperto come ad di Intesa, che e' tra i principali finanziatori di Mediaset, grande azionista di Telecom, promotrice del "salvataggio" di Alitalia (di cui Passera fu il regista) e socia di Ntv, il gruppo che sfida Trenitalia sull'Alta Velocita'. Alitalia favorita? L'ex capo di gabinetto di Francesco Rutelli Guido Improta e' stato nominato sottosegretario ai Trasporti nel momento in cui ricopriva l'incarico di capo delle relazioni istituzionali di Alitalia. Anche lui come Passera e' "sospettato" di poter avere un occhio di riguardo per la societa' di Colaninno dal suo posto al ministero.
Vicino alla cricca. Il direttore generale della nuova Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali Pasquale de Lise, uomo di Gianni Letta e consultore di Propaganda Fide, e' amico di Angelo Balducci (rinviato a giudizio per corruzione nell'inchiesta sulle Grandi Opere) ed e' finito nelle intercettazioni della cricca: a lui, allora presidente del Consiglio di Stato, gli imprenditori di Anemone chiesero un intervento per fermare un esposto. In piu', venne sentito dai pm di Perugia per un bonifico sospetto spiegato con una compravendita all'Argentario (da giudice amministrativo ha venduto a un avvocato amministrativista per oltre un milione di euro). Nel complesso, ha un patrimonio immobiliare stimato intorno ai 15milioni di euro. Sotto la sua presidenza, i consiglieri di Stato si sono regalati indennita' aggiuntive dai 20 ai 50mila euro. Il peso del padre Il viceministro al Lavoro Michel Martone era stato oggetto di un'interrogazione del Pd quando Renato Brunetta gli affido' una consulenza da 40mila euro, nominando allo stesso tempo il padre presidente della Civit, la commissione per la trasparenza nella Pa. Padre ingombrante, l'ex avvocato generale di Cassazione Antonio Martone, anche per il coinvolgimento nell'inchiesta sulla loggia P3, vicenda che lo ha portato alle dimissioni dalla magistratura.

Il_governo_monti

martedì 10 gennaio 2012

Par condicio per gli immigrati ?

Da: “Pagate, merdacce!” | Informare per Resistere
L’importo per il “contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno” varierà in base alla durata del permesso: 80 euro se è compresa fra tre mesi e un anno, 100 euro se è superiore a un anno ma inferiore a due, 200 euro per i “soggiornanti di lungo periodo”. Oltre ai 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico. Questi soldi, presi ai cittadini (mediamente) più poveri, andranno per il 40% a coprire le spese di “ordine pubblico e sicurezza” (aridagli con l’idea che l’immigrato è un delinquente), e per il 50% nello speciale “Fondo rimpatri”, finalizzato a rimpatriare quei “cittadini stranieri rintracciati in posizione irregolare sul territorio nazionale”. In pratica si chiedono alla persona “regolare” i soldi per rimpatriare i suoi amici “irregolari”

Sì all'arresto di Cosentino

Cosentino-large
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha votato a favore dell' arresto di Nicola Cosentino, l'ex sottosegretario del Pdl accusato dai magistrati campani di essere il 'referente politico del clan dei Casalesi'.

In Giunta per le Autorizzazioni della Camera 11 deputati hanno votato contro la relazione di Maurizio Paniz che proponeva il 'no' all'arresto di Nicola Cosentino, mentre in 10 hanno votato 'si'. 'Sconfitta' la linea di Paniz, é stato nominato un nuovo relatore di maggioranza: Marilena Samperi, capogruppo del Pd in Giunta.

LA CAMERA VOTERA' GIOVEDI' - L'Aula di Montecitorio dovrebbe poi dire la sua, in via definitiva, giovedi' prossimo. In Aula non si attendono particolari capovolgimenti anche in caso di voto segreto che "naturalmente verrà chiesto", come si assicura nel Pdl. I calcoli non sono complicatissimi: 206 del Pd (anche se resta l'incognita Radicali); 21 dell'Idv; 59 della Lega; 26 di Fli; 6 dell'Api; 38 Udc. Se solo questi deputati votassero sì, si arriverebbe a quota 356 superando così la maggioranza assoluta. Senza contare poi che potrebbero 'confluire' anche i voti delle minoranze linguistiche e di singoli parlamentari come, ad esempio, Giorgio La Malfa. In più, si fa notare nel centrosinistra, sarebbe davvero "complesso" per Maroni se un' "ampia" percentuale di leghisti decidesse in Aula, complice il voto segreto, di 'disobbedire' alle indicazioni dei vertici di Via Bellerio. Per l'ex ministro sarebbe "uno smacco non facilissimo da spiegare...". 

Ansa 

mercoledì 4 gennaio 2012

L'opinione di Tremonti su Bossi

Intervistato oggi da Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, l’ex ministro Giulio Tremonti descrive così la sua opinione di Umberto Bossi.
«Considero Bossi uno dei miei migliori amici e una delle persone più intelligenti e oneste che abbia mai conosciuto»

ECCO UNA DELLE RAGIONI PER CUI LO STATO ITALIANO,COL BENEPLACITO DELLA LEGA

E' ARRIVATA AD INFOGNARSI SINO AL PUNTO DI DOVERE CHIEDERE AIUTO AD UN GOVERNO DI

"TECNICI" CHE INSIEME A BCE E LE GRANDI BANCHE FINANZIARIE STATUNITENSI,STANNO

CONTINUANDO A DISSANGUARE I CITTADINI ITALIANI CHE PAGANO LE TASSE!