domenica 28 luglio 2013

STRANA CITTA

Strana città, Siracusa città della World Heritage List che dovrebbe esprimere straordinarie potenzialità turistiche,culturali e naturalistiche. E invece,  stranamente, non riesce a rappresentare nessuna di queste potenzialità avvinta com’è nelle spire di gestioni verticistiche di mastri burattinai, che continuano d essere riguardose dell’interesse di pochi, tutti impegnati ad incrementare le loro risorse economiche. E’ del tutto strano che questo possa avvenire a discapito della collettività com’è nel caso nella gestione del polo industriale,dove gli episodi di inquinamento si ripetono senza soluzioni di continuità e senza che nessuno decida sul serio di intervenire. Stessa solfa anche per quanto riguarda l’inquinamento cittadino dove oltre a quello delle polveri sottili c’è quello dovuto a manufatti di amianto ancora di larga diffusione nell’abitato cittadino. Sempre la collettività sarà chiamata nell’immediato futuro a rispondere in solido, ai dissennati contenziosi che si debbono alle passate amministrazioni per quanto riguarda il posizionamento dei famigerati cassoni di cemento che secondo una tecnica ormai in disuso in diversi porti europei si sarebbero dovuti posizionare lungo tutte le banchine del foro Italico. Strana città, nella quale gli attuali vertici  comunali dichiarano di essere alla disperata ricerca di fondi seppure mantengono l’inveterata abitudine di affidarsi a consulenze più o meno onerose. Strana città nella quale diventa e fa notizia una pulizia solo
piazza Duomo

panoramica di Ortigia

il foro Italico

La Pillirina

i resti delle Mura Dionigiane

Il bagno ebraico alla Graziella

La fabbrica di Eternit a Targia

Il museo del sale mai attivato alle riserva Ciane Saline
superficiale del territorio urbano come se pulizia e decoro cittadino non fossero l’ordinaria amministrazione.
Strana città nella quale si continua a dissertare sulla resa più o meno condizionata di investimenti su quella parte di territorio come la Pillirina che ancora posseggono caratteristiche uniche di naturalità. Strana città nella quale,seppure si tratta di un amara constatazione, il mare è negato a gran parte dei suoi abitanti e consentito a quelle frange che sono piuttosto numerose (una base elettorale piuttosto solida) che hanno costruito e continuano a costruire sul demanio marittimo (una passeggiata sulla penisola Maddalena è piuttosto illuminante al riguardo). Strana città nella quale non si riesce a monetizzare quasi nulla dal suo indubbio patrimonio monumentale. Vedi per questo la diatriba per le biglietterie al parco monumentale, dove si accede per una  cifra piuttosto irrisoria che include anche l’accesso al museo Paolo Orsi. Nulla si valorizza in Ortigia, anche in termini pecuniari, tranne quell’obolo che adesso viene richiesto per la visita alla Cattedrale mentre l’isola delle quaglie è disseminata di tesori che attendono ancora di essere valorizzati (Caravaggio, galleria civica, l’ex sede del museo nazionale, i rifugi antiaerei in piazza Duomo, chiese e quello che resta di antichi monasteri, il tempio ionico recentemente recuperato sotto palazzo Vermexio, la Giudecca) . Ci sono due teatri in Ortigia in via di attivazione che per una normale regola di buon senso, dovrebbero essere affidati per le gestione a personalità di indubbio spessore culturale senza essere tentati dalla voglia di improvvisarsi anche operatori culturali. Sono tre infine i punti focali da centrare perchè si possa attivamente monetizzare il turismo: assicurare la pulizia e il decoro della città anche nelle zone balneari, le poche rimaste,  attivare sistemi di trasporto efficienti e puntuali, calendarizzare una serie di eventi che possano costituire un attrattiva permanente, considerate le caratteristiche climatiche di questa strana città.




mercoledì 24 luglio 2013

Nuovi antibiotici scoperti nell'Oceano (lotta all'antrace)




Oceanografi scoprono un potente composto contro l’antrace
Composto chimico scoperto in mare mostra una buona potenza contro l’antrace

Antracimicina  coautori Lauren Paola e William Fenical.                                                                    Gli oceanografi di Scripps UC San Diego hanno scoperto un microrganismo che produce un composto chimico che può offrire nuovi trattamenti per l'antrace e di altri disturbi come meticillino-resistente Staphylococcus aureus (MRSA).                                                                Un team guidato da William Fenical presso la Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego ha scoperto un nuovo composto chimico da un microbo oceanico che un giorno potrebbe gettare le basi per nuovi trattamenti dell'antrace e di altri disturbi come la meticillina-resistente Staphylococcus aureus (MRSA).                                                                                            Chris Kauffman ricercatore Scripps nel gruppo di Fenical per primo ha raccolto il microrganismo che produce il composto nel 2012 da sedimenti vicino alla costa al largo di Santa Barbara, in California. La squadra di Fenical nel Centro Scripps di Biotecnologie Marine e biomedicina, lavorando in collaborazione con la San Diego Trius Therapeutics, hanno usato una tecnica analitica nota come spettroscopia per decifrare la struttura insolita di una molecola da specie microscopiche note come Streptomiceti.                                                      I test iniziali del composto, che hanno chiamato antracimicina, hanno rivelato la sua efficacia come un killer di carbonchio ematico, la malattia infettiva spesso temuto come arma biologica, così come per l’ MRSA.                                                                                                            Il prof. William Fenical presso la Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego propone dunque un nuovo composto chimico che potrebbe preparare il terreno per nuovi trattamenti dell'antrace e di altri disturbi come la meticillina-resistente Staphylococcus aureus (MRSA)batteri oceanici, antibiotici nuovi ."La vera importanza di questo lavoro è il fatto che antracimicina ha una nuova e unica struttura chimica, -ha detto Fenical-,  aggiungendo che la scoperta è base di ricerca, che potrebbe portare a test e sviluppo, e alla fine alla produzione di un farmaco. "La scoperta di  nuovi composti antibiotici è abbastanza rara. Questa scoperta si aggiunge a molte scoperte precedenti che mostrano come i batteri marini sono geneticamente e chimicamente unici ". La scoperta fornisce  prove che gli oceani, e molte delle sue regioni inesplorate, rappresentano una grande risorsa per i nuovi materiali che un giorno potrebbero trattare una varietà di malattie. Fenical,  insigne professore di oceanografia e di scienza farmaceutica, ha aiutato a trovare il campo della biomedicina marina come ricercatore alla Scripps. E 'un pioniere nella scoperta e identificazione di questi nuovi composti. La sua ricerca ha contribuito a portare l'attenzione sulla necessità di una continua esplorazione del mare per la scienza e la società.                                                                                                                             
Oltre a Fenical e Kauffman, da includere Kyoung Jang, Sang-Jip Nam, Deanna Beatty, e Lauren Paolo di Scripps e Jeff Locke di Trius Therapeutics.                                                           Il National Institutes of Health e il Transformational Medical programma Tecnologie del Dipartimento della Difesa chimica e programma di difesa biologica attraverso il Threat Reduction Agency Difesa ha sostenuto la ricerca.                                                                           Dr. Kyoung Hwa Jang  "Antracimicina, un antibiotico potente anti-antrace da un actinomicete di origine marina,"

lunedì 22 luglio 2013

Ancora fusti tossici nel santuario dei Cetacei

Alcuni dei bidoni persi dalla portacontainer Venezia della Grimaldi Lines il 17 dicembre del 2011, contenti nichel e molibdeno, probabilmente resteranno per sempre in mare, nel bel mezzo del santuario dei Cetacei. Erano 198, ma solo 127 sono stati ad oggi ritrovati. Per gli altri 71, almeno fino a ora, pare non ci sia niente da fare e il rischio, soprattutto per colpa della profondità elevata nel tratto in cui si ipotizza che si siano arenati sul fondale, è che rimangano “in perpetuum” a rischiare di inquinare fauna, flora e mare dell’arcipelago toscano. L’unica possibilità concreta? Ripescarli se si impiglieranno nelle reti di qualche peschereccio. Sul caso, intanto, è stata aperta un’inchiesta dalla procura di Livorno per danno ambientale. E il fallimento di parte dell’operazione di recupero, portata avanti utilizzando due imbarcazioni attrezzate, Minerva 1 e Sentinel, e robot ROV impiegati per la prima volta a profondità di questo tipo, non piace all’Enpa, che bolla come “inconcepibile” l’ipotesi che i fusti siano destinati a restare in mare senza essere mai messi in sicurezza.                                                                                                                                                  Per questo l’Ente Nazionale Protezione Animali chiede “al Ministero dell’Ambiente di fare chiarezza al riguardo e di farsi garante affinché tutti i fusti siano rimossi, evitando così una catastrofe ambientale che avrebbe ben pochi precedenti nella storia del nostro Paese“, Anche perché a rischio è l’intero santuario dei Cetacei, una delle aree marine protette più importanti d’Europa, ma di fatto aggredito quotidianamente dall’impatto antropico di ogni tipo. Per il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri questa è “una vera bomba ad orologeria che potrebbe avere effetti devastanti sia per la sopravvivenza degli abitanti del mare, sia per la salute dei cittadini. Se già non è esplosa. Se non si interviene immediatamente sarà necessario un mare di denaro per tentare di arginare il danno causato sull’ecosistema del Tirreno, senza contare poi che nichel e molibdeno finirebbero inevitabilmente nella catena alimentare di uomini e animali, con ulteriori costi dal punto di vista sanitario e sociale“. L’Arpat continuerà in ogni caso le sue attività di monitoraggio ambientale a largo della Gorgona, mentre sul fondale tutto tace (e giace).

mercoledì 17 luglio 2013

Effetti devastanti dell'inquinamento di Fukushima

Si potrebbe pensare che i livelli di radiazione sarebbero stati in calo oltre due anni dopo il più grave disastro nucleare del Giappone,sicuramente peggiore del bombardamento di Nagasaki durante la seconda guerra mondiale. Ma su un tetto a Fukushima, i livelli di cesio radioattivo sono stati osservati ai massimi livelli nell'ultimo anno, secondo il giornale Asahi Shumbun.






Lumaca mutata in reattore nucleare a Fukushima
La pubblicazione ha riferito che, il professore associato Ryoji Enomoto dell'Università di Tokyo ha trovato muschio con 1,7 milioni di becquerel a poco più di 50 chilometri da una centrale nucleare di potenza nel frattempo paralizzata. Il giornale ha osservato che ciò è stato confermato da un gruppo no-profit. Secondo David Chandler del Massachusetts Institute of Technology, una dose di 500 millisievert può causare sintomi di avvelenamento da radiazioni. Non è facile calcolare i becquerel di conversione, che misurano la radiazione emessa, a millisievert, che misurano il danno biologico che si produce. Ma si potrebbe probabilmente spostare il problema e chiedersi se i livelli di 1,7 milioni di becquerel sono stati mai rilevati nel vostro quartiere.