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| Lastre di eternit abbandonate |
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| Discarica a Siracusa con resti di eternit |
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| Fabbrica di eternit a Targia (Siracusa) |
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| Una delle tante discariche aretusee con scarti di eternit |
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| Scarti di eternit a Cassibile (Siracusa) |
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| Un altro scorcio della fabbrica di eternit a Targia |
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| Manufatti in amianto abbandonati nella fabbrica di Targia |
Elaborati quaderni della
salute dedicata alla questione amianto, anche se mancano ancora i contributi
delle Regioni. Per ora,
attraverso i dati rilevati direttamente dal ministero della Salute attraverso i
suoi osservatori epidemiologici,ad oggi sono 12 i siti di "interesse
nazionale" per la presenza di amianto e 34 mila i luoghi censiti come
pericolosi (373 inseriti nella classe I di pericolosità). Al 2009 erano state
bonificate 379 mila tonnellate di amianto-cemento (quasi tutte all'estero,
soprattutto in Germania), ma si calcola che ancora debbano essere smaltite 32
milioni di tonnellate, il 99 per cento del totale prodotto in Italia.
Dal dopoguerra fino al 1992, anno di messa al
bando in Italia dell'estrazione e della produzione, dell'importazione,
dell'esportazione e della commercializzazione sia dell'amianto che dei prodotti
che lo contengono, c'è stato un consumo di 3,5 milioni di tonnellate di amianto
grezzo. Le previsioni sulle malattie e i decessi correlati dicono che la fase
d'apice arriverà tra il 2015 e il 2020, visto che la contaminazione può avere
un periodo di latenza di 30-40 anni. Il ministro Balduzzi ha definito quella
dell'amianto "un'emergenza nazionale". Solo per tumori al polmone si
registrano 1.000 casi l'anno. Il 10% delle patologie è legato al luogo di
residenza, il 90% al posto di lavoro (in particolare nell'attività
cantieristica navale, nell'edilizia e nell'industria del cemento-amianto).
La novità del nuovo studio del ministero della Salute
individua come aree a rischio non solo i luoghi di produzione o le cave
minerarie (Casale Monferrato sede dell'Eternit, Broni, Biancavilla e gli altri
nove siti di interesse nazionale). Presenze consistenti di amianto sono state
avvistate nei cantieri navali di Genova, nei poli calzaturieri di Bologna,
al chimico di Priolo, nel Siracusano: l'utilizzo dell'amianto e dei suoi
simili si è affiancato per decenni a gran parte delle attività industriali
pesanti. Degli 8094 comuni italiani, in 263 si è registrata una mortalità per
mesotelioma pleurico (l'altra grande patologia dell'amianto) superiore alla
media. Le regioni interessate più intensamente sono del Centro-Nord: Piemonte,
Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Il Piemonte, con
la sede dello stabilimento Eternit a Casale Monferrato, resta al centro dello
studio epidemiologico. A Casale Monferrato sono stati fin qui segnalati
459 casi di mesotelioma, mentre a San
Giorgio, Rosignano e Villanova Monferrato altri 14 casi per ogni località. Per
la bonifica del Casalese la regione Piemonte ha trovato 28 milioni di euro, di
cui sei già erogati.
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