lunedì 17 settembre 2012

99% di amianto ancora da smaltire in Italia!

Lastre di eternit abbandonate
Discarica a Siracusa con resti di eternit


Fabbrica di eternit a Targia (Siracusa)

Una delle tante discariche aretusee con scarti di eternit

Scarti di eternit a Cassibile (Siracusa)

Un altro scorcio della fabbrica di eternit a Targia

Manufatti in amianto abbandonati nella fabbrica di Targia
Elaborati quaderni della salute dedicata alla questione amianto, anche se mancano ancora i contributi delle Regioni. Per ora, attraverso i dati rilevati direttamente dal ministero della Salute attraverso i suoi osservatori epidemiologici,ad oggi sono 12 i siti di "interesse nazionale" per la presenza di amianto e 34 mila i luoghi censiti come pericolosi (373 inseriti nella classe I di pericolosità). Al 2009 erano state bonificate 379 mila tonnellate di amianto-cemento (quasi tutte all'estero, soprattutto in Germania), ma si calcola che ancora debbano essere smaltite 32 milioni di tonnellate, il 99 per cento del totale prodotto in Italia. 
Dal dopoguerra fino al 1992, anno di messa al bando in Italia dell'estrazione e della produzione, dell'importazione, dell'esportazione e della commercializzazione sia dell'amianto che dei prodotti che lo contengono, c'è stato un consumo di 3,5 milioni di tonnellate di amianto grezzo. Le previsioni sulle malattie e i decessi correlati dicono che la fase d'apice arriverà tra il 2015 e il 2020, visto che la contaminazione può avere un periodo di latenza di 30-40 anni. Il ministro Balduzzi ha definito quella dell'amianto "un'emergenza nazionale". Solo per tumori al polmone si registrano 1.000 casi l'anno. Il 10% delle patologie è legato al luogo di residenza, il 90% al posto di lavoro (in particolare nell'attività cantieristica navale, nell'edilizia e nell'industria del cemento-amianto). 
La novità del nuovo studio del ministero della Salute individua come aree a rischio non solo i luoghi di produzione o le cave minerarie (Casale Monferrato sede dell'Eternit, Broni, Biancavilla e gli altri nove siti di interesse nazionale). Presenze consistenti di amianto sono state avvistate nei cantieri navali di Genova, nei poli calzaturieri di Bologna, al chimico di Priolo, nel Siracusano: l'utilizzo dell'amianto e dei suoi simili si è affiancato per decenni a gran parte delle attività industriali pesanti. Degli 8094 comuni italiani, in 263 si è registrata una mortalità per mesotelioma pleurico (l'altra grande patologia dell'amianto) superiore alla media. Le regioni interessate più intensamente sono del Centro-Nord: Piemonte, Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Il Piemonte, con la sede dello stabilimento Eternit a Casale Monferrato, resta al centro dello studio epidemiologico. A Casale Monferrato sono stati  fin qui segnalati 459 casi di mesotelioma, mentre  a San Giorgio, Rosignano e Villanova Monferrato altri 14 casi per ogni località. Per la bonifica del Casalese la regione Piemonte ha trovato 28 milioni di euro, di cui sei già erogati.

Nessun commento:

Posta un commento