venerdì 23 novembre 2012

Diffamazione: i cronisti promuovono la protesta diffusa


FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA

Unione Nazionale Cronisti Italiani

      

Il Presidente                                                                               Roma, 23/11/2012



        IL VOTO DEL SENATO COLLIDE FRONTALMENTE CON I VALORI EUROPEI
   
    Diffamazione: i cronisti promuovono la protesta diffusa

Lo sciopero di lunedì prossimo deciso dalla Fnsi come prima immediata protesta contro il voto del Senato che ha deciso, in tema di diffamazione, di mandare in galera i cronisti e fare pagare una multa ai direttori, deve essere arricchito da tutta una serie di manifestazioni, convegni, dibattiti. I primi sono previsti in concomitanza con lo sciopero del 26 nelle sedi dei Gruppi  cronisti regionali.

Queste iniziative,  promosse dall’Unci e dai Gruppi regionali in tutta Italia hanno l’obiettivo di far comprendere ai cittadini che il Senato con il provvedimento votato ieri vorrebbe che il nostro paese si allineasse a Turchia, Ungheria, Romania introducendo una pretesa libertà di stampa che in realtà, come è stato efficacemente detto, è una pistola spianata alla nuca dei giornalisti.

Il messaggio che l’aula di Palazzo Madama ha inviato ai giornalisti e al Paese è chiaro: non disturbate il manovratore. Il mandato era preciso: salvate Sallusti, e il Senato, dopo mille capriole, ha individuato il modo. Ha però preteso di essere pagato con la norma “cronisti in carcere”. Una norma che collide frontalmente con i valori di democrazia dell’Europa come dimostrano tutte le sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo le quali condannano costantemente i tentativi degli Stati di limitare la libertà di informazione e tutela l’attività dei giornalisti, “cani da guardia della democrazia”.

Che l’Italia sia un luogo in cui la libertà di stampa non è considerata sacra come in tutti gli stati civili, e non è quindi tutelata e promossa  lo dimostra del resto l’aggressione compiuta nei giorni scorsi contro un operatore Rai dentro il Palazzo di Giustizia di Torino

Nessun commento:

Posta un commento