giovedì 14 marzo 2013

Grande attenzione alle peculiarità del porto Grande di Siracusa




Fondamenta erose del museo del mare mai concretamente
avviato all'interno della riserva Ciane Saline
C’è molta attenzione sulle peculiarità assolutamente unico del grande bacino naturale del Porto Grande che viene tenuto costantemente sotto controllo dalle associazioni ambientalistiche che continuano a monitorarlo anche per ciò che concerne nuovi insediamenti che potrebbero stravolgerne gli aspetti, dopo quanto si è già fatto nella penisola della Maddalena e quanto si voleva fare come nuovi insediamenti alla Pillirina.

Per il secondo porto turistico di Siracusa: è improcedibile il ricorso al Tar operato dalla Spero Srl, e nessun risarcimento verrà dato alla società.

Il ricorso della società Spero Srl, titolare del progetto per la costruzione del secondo approdo turistico nel porto grande di Siracusa, contro la soprintendenza di Siracusa è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Lo ha deciso il Tar di Catania con la sentenza del 27 febbraio scorso. Il Tar ha poi dichiarato inammissibile la richiesta, da parte di Spero Srl, di risarcimento del danno di 200 milioni di euro, ed ha accolto le eccezioni di inammissibilità ed improcedibilità sollevate nell'intervento ad opponendum dal comitato regionale siciliano di Legambiente, rappresentato e difeso in giudizio dagli avvocati Marilena Del Vecchio, Corrado V. Giuliano e Paolo Tuttoilmondo.
Nel ricorso Spero Srl aveva chiesto l'annullamento del parere negativo rilasciato dalla Soprintendenza di Siracusa alla richiesta di concessione demaniale marittima per la realizzazione del porto turistico. La soprintendenza, per rilasciare la concessione, aveva richiesto che il progetto fosse integrato e modificato secondo un elenco di dettagliate prescrizioni. La società Spero, ritenendo che le nuove integrazioni e revisioni rendessero impossibile la realizzazione dell'opera nei tempi stabiliti, decideva di ricorrere in giudizio.
Il Tar, oltre a dichiarare legittime e doverose le richieste migliorative avanzate dalla soprintendenza, laddove il progetto definitivo per la realizzazione dell'approdo turistico violava i vincoli archeologici e paesaggistici dell'area, ha stabilito che l'adozione del Piano paesaggistico della provincia di Siracusa, con il quale il progetto sarebbe incompatibile, costituisce un atto ulteriore che fa venir meno l'efficacia lesiva dell'atto impugnato con il ricorso.



La direzione della riserva naturale Ciane Saline così risponde in merito alla segnalazione dell’associazione ambientalistica “Natura Sicula” del 4 marzo spiegando che l’inconveniente segnalato riguarda la porzione finale del canale “Mammaiabica" adibito alla raccolta delle acque reflue dei terreni circostanti le “Paludi di Lisimelie” e lo stesso non confluisce in nessun punto del fiume Ciane.
Dai controlli effettuati immediatamente dal personale della R.N.O. fiume Ciane e Saline di Siracusa, oltre ai controlli effettuati dall’A.R.P.A. non sono state notate anomalie riguardo il canale Mammaiabica nei punti segnalati (ponte di Pietra).
La presenza temporanea di schiuma viene dunque attribuita probabilmente alla pressione delle acque del mare che in  occasione dell’alta marea e delle mareggiate non ha permesso il normale deflusso delle acque reflue del canale.
Il 5 marzo l'A.R.P.A. ha effettuato campionamenti e prelievi dell’acqua nel canale e allo stesso tempo non si evidenziava presenza di schiuma.




Castello Maniace nel porto Grande



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