domenica 10 marzo 2013

Strana città


Mura Dionigiane a 2 passi da Tremilia

Fumi inquinanti dal polo industriale
Strana città , Siracusa, che rischia per di perdere come denunciano gli ambientalisti, l’inclusione nella World Heritage List dell’Unesco per l’assenza di un idonea politica di salvaguardia del territorio. Una città nella quale nell’ultimo periodo si continua a costruire ma le nuove abitazioni rimangono vuote per la crisi imperante mentre si costituiscono comitati spontanei per legalizzare e rendere fruibili una caterva di nuovi edifici costruiti dalla parte di Tremilia. Proseguendo nella lista invece degli atteggiamenti incredibili che contraddistinguono la vita cittadina, è  inusuale constatare che per una decisione da ascrivere alla classe politica, si riuniscono i club service cittadini per decidere come si debba operare nella direzione di avviare la gestione del teatro comunale, dopo sessanta anni sulla via del completamento. C’è un economia sommersa che spinge ma solo a parole verso lo sviluppo turistico mentre mancano i collegamenti e vengono trascurati per esempio i malanni cronici del porto Grande (sversamenti dei reflui del depuratore) e si tarda a togliere la bettolina incagliata sulla costa della zona Nord di Siracusa. Tardano ad arrivare peraltro i finanziamenti annunciati che dovrebbero consentire il finanziamento delle banchine al Foro Italico. Una città allo sbando dove si pensa solamente alle nuove elezioni e dove si cerca di minimizzare il fatto di consiglieri comunali  indagati per rimborsi, figurando come dipendenti fantasma di ditte o industrie. Una campagna elettorale che già pullula di candidati che tentano di costituirsi una nuova verginità politica o che sono stati trombati dalle ultime elezioni o che sono sconosciuti ai più. Una città, Siracusa, nella quale sono state concesse autorizzazioni a tutto spiano a sponsor economici anche da  consiglieri che dovrebbero figurare all’opposizione. Si continuano a combattere piccole battaglia di retroguardia e in questo bailamme con tanto di commissario insediato al municipio aretuseo, parecchi assessori comunali tendono a valorizzare realizzazioni mai avvenute o propositi mai avviati nel concreto. E nel contempo con la spada di Damocle dell’eliminazione delle province che è negli intendimenti del governatore Crocetta, c’è un inaugurazione al giorno. Difficile potere trovare in un panorama politico dove in parecchi hanno fatto e continuano a fare “terra bruciata”, i cosiddetti “cavalli di razza” che dovrebbero essere destinati a potere concorrere per la carica di sindaco. E la situazione non è neppure consolante nel vicino hinterland aretuseo che continua purtroppo a fare riferimento  al polo industriale, dove ancora vige in svariate forme il ricatto occupazionale. E’ stato avviato uno screening dei tumori per la popolazione che vive a Priolo anziché pensare ad adottare provvedimenti esistenti con le leggi vigenti e come è già successo all’Ilva di Taranto, per puntare ad eliminare le cause delle insorgenze tumorali. Ma già :continua ad esistere la contraddizione del CIPE una struttura gestita dalle industrie e che dovrebbe controllare le stesse.  


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