Salviamo le api

Per garantire alle api un ambiente adatto alla loro vita e al loro sviluppo è necessario sostenere e promuovere la biodiversità all'interno delle aree agricole e nelle zone vicine, e proteggere l'integrità di quelle non coltivate.
La prima cosa da fare è vietare l’uso dei pesticidi killer delle api. Il 24 maggio la Commissione Europea ha adottato un bando temporaneo per vietare i neonicotinoidi Imidacloprid e Clothianidin (prodotti dall’azienda agro-chimica Bayer) e Thiamethoxan (di Syngenta), pesticidi che, come è stato dimostrato scientificamente, sono altamente nocivi per le api. Un bando parziale di queste sostanze era già attivo da prima in Italia, Francia, Germania e Slovenia, e nessun effetto negativo sulla produzione agricola è stato registrato in questi Paesi. Rimuovere questi tre pesticidi dal mercato è stato un primo e fondamentale passo da fare per salvare le api. 

Bisogna anche favorire la presenza di siepi, piante e fiori selvatici, e permettere una naturale continuità tra habitat diversi. Ma tutto questo non servirà a molto se i pesticidi-killer continueranno a essere immessi in ambiente. Per fortuna l’agricoltura biologica, che non fa uso di pesticidi chimici, è in espansione in molti Paesi. A differenza dell'agricoltura convenzionale, il controllo delle piante infestanti viene fatto con metodi meccanici e si favorisce la biodiversità. La rotazione delle colture (al fine di contrastare la diffusione dei parassiti) è un altro strumento a disposizione degli agricoltori che non nuoce in alcun modo alle api. Anche la presenza di parchi naturali e giardini dove vengono piantate specie autoctone rappresenta un vantaggio per le api, a patto che non siano utilizzati pesticidi e venga favorita la di
versità di specie vegetali.

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