martedì 5 novembre 2013

Vanno eliminati i rifiuti spaziali con Clean Space One

Stiamo riempiendo lo spazio di spazzatura. Attorno all'orbita terreste orbitano detriti ad una velocità di oltre 28.000 km/h, tanto che potrebbero compromettere l'esplorazione extraterrestre futura. A sensibilizzare sull'argomento ci hanno pensato gli svizzeri, rinomati per la loro propensione all'ordine e alla pulizia, che hanno deciso di rimediare con un'operazione di nettezza spaziale senza precedenti.

Lo Swiss Space Center presso l'Università di Losanna aveva già preannunciato lo scorso anno il lancio in orbita del CleanSpace One, un satellite
 robotico che pesa una trentina di chili e avrà il compito di afferrare grossi detriti spaziali e spingerli verso la Terra. Certo, perché non c'è bisogno di una discarica per liberarsi dell'immondizia spaziale, quando abbiamo a disposizione un inceneritore naturale gigantesco. Una volta "sparati" i detriti verso il nostro Pianeta si polverizzeranno da soli al contatto con l'atmosfera.L'idea è molto intelligente, tanto che dalla teoria si passerà alla pratica, grazie alla collaborazione con Swiss Space Systems (S3) e alla partecipazione del politecnico federale di Zurigo, del CSEM e della Swiss Universities of Applied Science. S3 sta costruendo una SOAR (Suborbital Reusable Shuttle), ossia una navicella suborbitale senza equipaggio, che sarà fatta decollare a bordo di un Airbus A-300. Una volta che l'aereo avrà raggiunto la quota di crociera, i motori della SOAR verranno accesi e la spingeranno verso l'alto fino a un'altitudine di 80 chilometri sopra la superficie terrestre.
A quel punto la SOAR espellerà il CleanSpace One e tornerà in Svizzera pronta per un'altra missione. Sia l'Airbus sia la navicella sono riutilizzabili, non si usano razzi producendo ulteriore spazzatura spaziale, e usano combustibili standard, in modo da contenere i costi dell'operazione. Secondo S3 la sperimentazione dovrebbe concludersi per il 2017, il che significa che lo spazzino spaziale robotico dovrebbe arrivare in orbita l'anno successivo."Non si può democratizzare l'accesso allo spazio senza un atteggiamento responsabile", ha detto Pascal Jaussi, amministratore delegato di S3. "Se non ci occupiamo del problema dei detriti orbitanti nello spazio e del loro accumulo, sarà compromesso l'accesso allo spazio per le generazioni future".                                                                 Effetti collaterali : I rischi non sono poi così remoti: in oltre 50 anni di missioni spaziali abbiamo disseminato al di là dell'atmosfera involucri di razzi mandati in orbita da Stati Uniti, Unione Sovietica e più recentemente dalla Cina, oltre ai detriti derivanti dalla distruzione di satelliti e altro ancora. Lo scorso anno i sei astronauti che si trovavano sulla Stazione Spaziale Internazionale corsero seri rischi perché si sfiorò la collisione con un pezzo di satellite dismesso.In tutto Space Systems investirà almeno 12 milioni di euro (8 milioni per il lancio, 4 milioni per l'assemblaggio e il collaudo di componenti e le operazioni di comando a terra).

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