lunedì 23 giugno 2014

STRANA CITTA': lacrimevoli storie di una città della World Heritage List

Strana città nella quale sono sempre le associazioni naturalistiche come Natura Sicula ad occuparsi della pulizia straordinaria di villa Reiman , nella quale qualcuno nell’amministrazione comunale attiva “scopre” che debbono essere rispettate le volontà testamentarie: un procedura sinora disattesa. Strana città' dove il volontariato governa in tutti settori . Sempre queste associazioni si dovrebbero prendere l’incombenza di manutenzionare le poche spiagge libere esistenti, una volta che “motu proprio” hanno anche ripulito diversi siti archeologici rimane Siracusa che possiede tutte le credenziali per essere annoverata a buon ragione nelle città incluse nella World Heritage List. La città ha chiare propensioni turistiche, ma le sue coste sono lottizzate, soprattutto nelle aree del demanio marittimo, grazie alla Regione Siciliana, matrigna nei riguardi dei cittadini aretusei che non hanno una casa proprio sul mare. Strana città dove è scoppiato il fattaccio della SAI8,per una struttura di servizio che dovrebbe essere potenziata da parecchi anni, al fine di evitare i rischi d’inquinamento (leggasi fenomeno delle acque colorate di marrone, poco tempo addietro). E’ invece divenuta la solita bolsa e inconcludente questione di un braccio di ferro politico che non produrrà nulla di buono. Strana città'.  Il Comune che non ha la proprietà del demanio marittimo ma ha dichiarato di volere istituire una task force per il mare che continua ad essere negato: non si capisce cosa debba o possa fare. Strana città' nella quale si continua a disquisire pro o contro il parcheggio Talete, mostro di cemento da abbattere per taluni o da ristrutturare per l’attuale amministrazione. Strana città, dove si trovano fondi per creare continuamente rotonde mentre il sindaco richiede alla Regione matrigna 800 mila euro che deriverebbero dallo sbigliettamento del parco della Neapolis e una gestione in prima battuta di un parco archeologico che non viene a tutt’oggi correttamente perimetrato. Strana città  dove si avvia, nella stagione estiva, l’ampliamento delle banchine al foro Italico, uno dei pochi luoghi d’evasione perciò sottratto ai cittadini siracusani. Strana città dove invece di attrezzare con docce e altri servizi, le poche spiagge libere (Arenella, Costa del Sole, Fanusa) e, si decide di investire sulla festa della musica ,il quel caos urbanistico che risponde al nome di Fontane Bianche. Strana città nella quale si continua a dissentire sulle nomine al consiglio dell’INDA, la fondazione che gestisce gli spettacoli classici al teatro Greco: sono state operate,  con una suddivisione di posti secondo il manuale Cencelli. Strana città  dove si pubblicizzano (chissà perché ) le attività e i corsi che vengono gestisti dal Consorzio Universitario Siracusa e che include anche un corso di ricostruzioni al laser di luoghi storici e archeologici. Grida perciò vendetta il progetto di ricostruzione reale del castello Eurialo mediante un accurata ricostruzione laser che venne proposto ormai parecchi anni addietro. Costituirebbe un volano pubblicitario e turistico non indifferente sfruttando una quota dei fondi strutturali europei sottoutilizzati in Sicilia. Strana città nella quale si mena stranamente vanto delle iniziative intraprese per valorizzare il castello Maniace. Qualcuno dovrebbe riuscire a spiegare dove sono gli arieti di bronzo che campeggiavano nel portone d’entrata: uno venne utilizzato anni addietro per una mostra a palazzo Grassi ,cioè a Venezia. Strana città dove sono progettati altri interventi per la tonnara di Santa Panagia nel tempo divenuta un pozzo senza fondo di investimenti regionali, con milioni di € sprecati.

Strana città dove si pressa per regolarizzare un complesso di multi villette nella zona di contrada Sinerchia. Strana città dove si avvia la “giornata del decoro urbano”: quale decoro se la puzza di orina permane nelle viuzze poco frequentate di Ortigia e rifiuti di ogni tipo si accumulano in periferia mentre si continua imperterriti a prorogare l’appalto per l’igiene urbana ?                            

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