sabato 21 novembre 2015

Le dune pietrificate su Marte

RESOCONTO D’ ATTIVITA’  DEL ROVER CURIOSITY NEL SOL 1093 SU MARTE

L'unità nel Sol 1093 è andata bene, e il rover Curiosity
Curiosity su Big Sky (ott.2015)
si è spinto per circa 15 m verso Bridger Basin. Nel programma del  Sol 1094, la macchina automatica si è spostata per circa 30 m a completare  il passaggio nel bacino, continuando a lavorare, nel modo consueto, forando l'unità Stimson

. Il rover sta  dunque guidando su un pavimento di arenaria scura apparentemente alterata da fluidi,  per l'appunto l' unità Stimson, alla base del Monte Sharp, il grande tumulo alto 5,5 chilometri al centro del cratere Gale. Secondo i recenti risultati ci dovremmo trovare in una zona stratificata, nata dai sedimenti trasportati e consolidati dallo scorrere di antichi corsi d'acqua e dai laghi esistiti tra i 3,8 a 3,3 miliardi di anni fa circa. Qui, grandi fratture distanziate contornate da una sorta di alone chiaro, hanno iniziato a suscitare l'interesse degli scienziati spingendoli a cercare un maggior numero di punti di contatto per ottenere una panoramica completa di dati.Su Marte ci sono spettacolari dune di sabbia pietrificate (in basso)
simili a quelle presenti nel sud ovest degli Stati Uniti: sono state scoperte da Curiosity, il rover-laboratorio della Nasa. Le dune di pietra sovrastano uno strato di sedimenti di argilla, depositata in quello che una volta era un ambiente acquitrinoso. La forma e l’orientamento delle dune mostrano da quale direzione soffiavano i venti che le hanno plasmate. Per scoprire la loro composizione, si prevede di perforare le rocce con il trapano di Curiosity e poi analizzare il campione con il laboratorio del rover. Lo sperone di roccia fotografato da Curiosity fa parte di uno strato che  è stato chiamato unità Stimson. Si trova sul monte Sharp, che Curiosity sta esplorando da circa un anno e che è nel cratere Gale, dove il rover e’ atterrato nel 2012.                                                                

Da quando ha cominciato l’arrampicata sul monte, Curiosity ha raccolto molte prove dei cambiamenti subiti dall’ambiente marziano, a partire dagli strati di fango, ora pietrificato, alla base del monte Sharp (in basso)
, che dimostrano l’antica esistenza di acqua nell’area. La presenza di sabbia e di dune in passato nella stessa zona aggiunge un nuovo tassello per costruire il ritratto di Marte giovane.                                                                                                                                     

 L’immagine delle dune di pietre è stata ottenuta combinando le fotografie che la fotocamera MastCam (in basso)
ha scattato il 27 agosto 2015. Da allora Curiosity si e’ spostato di 94 metri a sud. Ma le dune sono ancora accessibili al rover e non sarà’ difficile raggiungerle di nuovo e perforarle.

Queste rocce mostrano un sacco di belle novità, come si vede nel Sol 1093 Navcams.
Il piano del Sol 1093 è composto da  osservazioni con ChemCam (in basso)
 e MastCam su due target  uno denominato "Whitewater" e il "pesce bianco", due obiettivi all'interno di una zona luminosa, sbiancata nei pressi di una frattura. Dopo un breve tragitto,è stata presa l'imaging post-drive standard per aiutare con il targeting nel piano di domani. Il piano comprende anche un ChemCam RMI test di messa a fuoco automatica per valutare gli effetti della temperatura. Guardando al futuro,si elaborerà un  piano di  previsioni di lavoro per 4 sol in modo da preparare il rover, al lungo week-end!

Il Mars Science Laboratory (MSL) e Mars Exploration Rover (MER) sono due squadre di ricerca scientifica, che  si servono nello studio MSL, di  Geologa e Mineralogia Tema Lead  e come Payload Uplink , per l’Imager microscopica e l’Ingegneria con telecamere su MER. Le ricerche nelle quali sono coinvolti mirano a comprendere i processi sulla superficie di Marte attraverso l'uso di rover, con osservazioni orbitali ,confrontandoli con analoghi studi sul campo terrestre. Dai due team viene usata la sedimentologia, la stratigrafia e la geomorfologia per dedurre processi del passato che coinvolgono l'acqua, il vento, il ghiaccio, l'attività vulcanica, e per identificare ambienti potenzialmente abitabili su Marte.


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