venerdì 8 aprile 2016

Il sistema interattivo per godere dei reperti archeologici subacquei



Presentato dalla Soprintendenza del Mare il nuovo sistema interattivo di fruizione di beni archeologici subacquei che permette ai subacquei di sapere tutto sui reperti e i relitti che stanno osservando sott’acqua.
Ormai avviene davanti a numerosi monumenti e siti archeologici. Basta puntare lo smartphone su un QR Code per visualizzare tutte le informazioni relative. Tutto ciò sarà possibile anche sott’acqua con un innovativo sistema di riconoscimento. Il subacqueo in prossimità dei reperti archeologici troverà una piccola boa con un cartellino identificativo; con un apposito dispositivo subacqueo che decodifica le informazioni contenute in un chip inserito nel cartellino stesso, un visore subacqueo mostrerà le informazioni sul reperto osservato ,avendo la possibilità di scegliere la lingua: italiano o inglese
. Il sistema funzionerà nei sette itinerari culturali subacquei realizzati nell’ambito del Programma Operativo Interregionale Attrattori culturali, naturali e turismo (POIn) con il progetto “Itinerari Culturali Subacquei in Sicilia”. A Taormina sarà quindi possibile visitare il  “Relitto delle colonne”, a Capo Passero il “Relitto dei marmi”, a Ustica Punta Falconiera e Punta Spalmatore, a Noto il “Relitto delle anfore”, a Marettimo il “Relitto dei cannoni” e a Marzamemi il “Relitto delle colonne”. Col progetto sono state realizzate guide illustrative che descrivono in maniera particolareggiata tutti gli itinerari culturali subacquei realizzati dalla Soprintendenza del Mare con apposite schede sui reperti e la storia del sito sommerso. Un supporto plastificato contiene al suo interno schede subacquee dei vari siti con una mappa che potrà essere portata in immersione dai subacquei. Nell’ambito del progetto realizzato e un promo video su tutti gli itinerari sommersi realizzati dalla Soprintendenza del Mare. Un portale web sui percorsi con schede, notizie e filmati e una applicazione per smartphone e tablet  sarà disponibile su piattaforma Ios e Android.
“La divulgazione e la valorizzazione del patrimonio culturale sommerso – ha dichiarato il Soprintendente Sebastiano Tusa -  è stata una delle attività più sentite della Soprintendenza del Mare progettando ed attivando, tra le molteplici attività, i percorsi/itinerari o parchi archeologici sommersi visitabili in linea con i principi della Convenzione Unesco sulla protezione del patrimonio culturale sommerso. L’iniziativa si basa sulla convinzione che la tutela del mare non può prescindere dalla conoscenza e dalla sensibilizzazione non solo dei cosiddetti addetti ai lavori, ma anche del pubblico più vasto. Laddove l’immersione è difficile sono stati sperimentati con successo i primi sistemi di telecontrollo a distanza ponendo alcune telecamere subacquee nei pressi di un sito archeologico e rimandando il segnale a terra mediante cavi e trasmissione via etere. Mare e cultura,  un binomio inscindibile , oltre a costituire l’oggetto quotidiano dell’entusiasmante percorso di ricerca, conoscenza, tutela e valorizzazione che pratichiamo con professionalità ed entusiasmo, potrà essere per il futuro di quest’Isola qualcosa di più di uno slogan turistico. La ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico ed archeologico sommerso sono una medesima strategia che non si può separare. Il coordinamento e l’equilibrio tra le varie azioni garantirà il successo di ogni  iniziativa volta a tutelare il grande scrigno del mare per noi e  le generazioni future. Questo progetto contribuisce in maniera rilevante ad accrescere la riconoscibilità ed il valore sociale e culturale di un patrimonio – quello culturale sottomarino – a lungo  dimenticato e, soprattutto, in balia di pochi speculatori. Accresce in maniera esponenziale il valore dell’offerta culturale che scaturisce dalla valorizzazione dal patrimonio storico-archeologico sottomarino siciliano, con ricadute non indifferenti sia sull’incremento del livello di conoscenze della popolazione sia nell’offerta turistica culturale della Sicilia”.

Il Sistema interattivo di fruizione dei beni archeologici subacquei
Il sistema UG3K
è costituito da un visore subacqueo a cui è collegata un’antenna per la lettura dei dati registrati sui tag inseriti nei cartellini posti in prossimità dei reperti. Il sistema è alimentato da due batterie a Ioni di Litio ricaricabili mediante l’apposita stazione di ricarica, fornita sia nella versione per singolo visore che funge anche da postazione di programmazione che nella versione per ricarica multipla sino a 5 visori contemporaneamente. Il visore è in grado di leggere a seguito dell’avvicinamento dell’antenna al tag il codice alfanumerico relativo e restituire una scheda composta da testo ed immagine del reperto codificato. I comandi sono intuitivi e l’utilizzo è molto simile a quello di un tradizionale computer subacqueo. I visori subacquei verranno forniti dalla Soprintendenza del Mare gratuitamente a tutti i diving center che ne faranno richiesta attraverso le sedi delle Aree Marine Protette o delle Capitanerie di Porto. E’ in realizzazione un sistema di convenzione con gli enti che consegneranno ai diving che ne faranno richiesta i visori che saranno utilizzati dai subacquei accompagnati sugli itinerari.


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